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Cantieristica navale affondata dai sub-appalti, la denuncia del sindacato: "Si vive in un clima di paura"

Nel corso di diverse assemblee organizzate nei giorni scorsi dalla Fiom in altrettanti cantieri navali sono emerse gravissime criticità sulle condizioni contrattuali, salariali e ambientali dei lavoratori impegnati in questo importante settore dell’industria metalmeccanica

Nel corso di diverse assemblee organizzate nei giorni scorsi in altrettanti cantieri navali sono emerse gravissime criticità sulle condizioni contrattuali, salariali e ambientali dei lavoratori impegnati in questo importante settore dell’industria metalmeccanica.

Come denunciato più volte dalla Fiom, gran parte dei circa 800 operai che lavorano all’interno dei cantieri navali è alle dipendenze, in tanti casi tramite contratti a termine, di decine di aziende appaltatrici che, nei fatti, compongono oltre il 70% del processo produttivo.

"Si ha di fronte un settore in cui i “marchi storici” della cantieristica navale svolgono più una funzione di “collettori di commesse” che, una volta prese in carico, sono per gran parte appaltate ad aziende in cui gli operai sono sistematicamente sotto-inquadrati, discriminati sul terreno salariale e spesso costretti a lavorare in condizioni intollerabili, facendo i conti ogni giorno con la scarsità di spogliatoi, di armadietti, di luoghi adatti al consumo del pasto e spesso senza gli adeguati dispositivi di protezione - scrive il segretario della Fiom Cgil Daniele David -  La pratica del sub-appalto, ovviamente, indebolisce anche i lavoratori alle dirette dipendenze delle committenti, che – data l’interscambiabilità con le professionalità a basso costo offerte dalle aziende appaltatrici – hanno visto precipitare inquadramenti e salari, anche grazie alla paralisi della contrattazione integrativa: in nessun cantiere navale è stato rinnovato il premio di produzione, fermo – nel migliore dei casi – al 2018".

"Nei cantieri navali della città si è instaurato un clima di paura - è la denuncia - alimentata dalla gestione autoritaria del personale da parte delle aziende, che adottano dispositivi di controllo anche dei residui spazi di autonomia degli operai (ferie, permessi, assemblee) con l’obiettivo di reprimere la diffusione della cultura e delle pratiche sindacali. Queste linee aziendali sono già state contestate presso gli istituti di controllo e di vigilanza e nei prossimi giorni saranno avviate le adeguate iniziative di tutela dei diritti e della dignità di tutti gli operai. Un dato è però certo: anche in un contesto dominato dal ricatto occupazionale e dall’impoverimento del lavoro, il percorso di ricostruzione di un sindacato di classe all’interno della cantieristica navale va avanti, e il sostegno alla piattaforma di rinnovo del Ccnl 2024/2027 che i lavoratori hanno mostrato nelle assemblee è un segnale importante che la Fiom saprà valorizzare".              

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