Martedì, 16 Luglio 2024
Economia

Caro carburanti, da domani cambia tutto: la novità per benzina e diesel

Da martedì 1°agosto scatta per i gestori degli impianti l'obbligo di esporre, vicino ai prezzi del distributore, anche quelli medi nazionali, così da consentire agli automobilisti una scelta consapevole. In caso di violazioni si rischiano multe fino a 2mila euro, mentre per i recidivi può scattare la sospensione dell'attività

Grande novità in arrivo per gli automobilisti e per i gestori degli impianti di rifornimento. Da martedì 1° agosto scatta infatti l'obbligo per le stazioni di servizio di esporre in bella vista, oltre ai prezzi dei carburanti, anche quelli medi nazionali, così da consentire agli automobilisti un confronto più agevole. Una misura voluta dal governo nel decreto benzina di inizio anno, ma fortemente contrastata dagli addetti del settore che per osteggiarla si erano appellati al Tar. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha però respinto la richiesta di sospensiva urgente, dando così di fatto il via libera all'esposizione del doppio prezzo.

Carburanti, come funzionano le tabelle comparative

Come previsto dal Decreto Carburanti, che introduce disposizioni in materia di maggior trasparenza dei prezzi ai distributori, da martedì 1° agosto i distributori dovranno mettere in vista accanto ai prezzi praticati nel proprio distributore, anche quelli medi nazionali. Il prezzo medio verrà calcolato dal ministero facendo riferimento alle medie aritmetiche su base regionale per gli impianti sulle reti ordinarie e nazionale per le autostrade. I prezzi medi verranno calcolati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che provvederà a elaborare i dati, calcolando la media aritmetica, su base regionale e delle province autonome, dei prezzi comunicati dagli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione in impianti situati fuori della rete autostradale, nonché la media aritmetica, su base nazionale, di quelli comunicati dagli esercenti operanti lungo la rete autostradale, e ne cura la pubblicazione in formato aperto sul proprio sito internet istituzionale. L'obiettivo è quello di monitorare i prezzi dei carburanti e tutelare gli automobilisti, garantendo una maggiore trasparenza. Potendo confrontare il prezzo del distributore con quello medio, il consumatore potrà fare una scelta consapevole.

Multe fino a 2mila euro e sospensione per i recidivi

Saranno gli stessi gestori delle stazioni di servizio a dover comunicare, con frequenza settimanale, le variazioni del prezzo praticato, anche in assenza di aumenti o diminuzioni. I cartelloni con prezzi praticati e medi dovranno essere esposti in evidenza. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione dei prezzi dei carburanti, i gestori rischiano una sanzione da 200 euro a 2mila euro, che tiene conto anche del fatturato dell’esercente, per il giorno in cui la violazione si è consumata. Se la violazione viene reiterata per più di quattro volte, anche non consecutive e nell'arco di 60 giorni, può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo da 1 a 30 giorni.Tale sanzione si applica, con i medesimi importi e modalità, anche in caso di violazione dell’obbligo di esporre il prezzo medio. L’accertamento delle violazioni spetta alla Guardia di finanza, mentre all’irrogazione delle sanzioni provvede il Prefetto.

I gestori pronti a fare ricorso

Nonostante il no alle loro richieste arrivato dal Tar, i gestori però non si arrendono e annunciano il ricorso al Consiglio di Stato. Fegica e Figisc si dicono determinati a tutelare, "in ogni sede, i legittimi diritti di una categoria che non ha nessuna possibilità di incidere sul prezzo finale dei carburanti". Le due associazioni continuano a sostenere che il cartello del prezzo medio "non porterà alcun vantaggio ai consumatori", essendo peraltro incompatibile con le norme sulla concorrenza. Una tesi questa condivisa anche dall'Unione nazionale consumatori, che definisce quella dei 'benza-cartelloni', una "scelta sciagurata che ridurrà la concorrenza". Anche l'Antitrust, afferma l'Unc, ha non a caso espresso un parere contrario alla pubblicazione del prezzo medio. Di tutt'altro avviso Assoutenti, secondo cui invece "tutto ciò che favorisce la trasparenza e la semplificazione nella comunicazione dei prezzi ai consumatori è positivo. Il faro però va puntato sulle speculazioni che avvengono prima dell'arrivo dei carburanti ai distributori".

Urso: "Da domani i cittadini potranno decidere"

Sul tema è intervenuto stamattina il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante una conferenza stampa con il garante per i prezzi, Benedetto Mineo, sull'incremento registrato negli ultimi giorni: ''Da domani ogni cittadino può verificare da solo se il prezzo del benzinaio è in linea con il prezzo medio e quindi può decidere se fare rifornimento. Se il prezzo si discosta molto dal prezzo medio può denunciarlo al ministero''. Il ministro ha parlato anche dei rincari: "Il prezzo dei carburanti è cresciuto di 4 centesimi nell'ultima settimana". "Secondo i dati di questa mattina - ha aggiunto Mineo - la tendenza che si era già manifestata da metà maggio nelle ultime due settimane ha subito accelerazione: abbiamo la benzina a 1,91 centesimi e il gasolio 1,76 cent". Ma, spiega invece Urso, "i recenti aumenti, di 4 centesimi del prezzo medio, sono conseguenza dell'incremento delle quotazioni internazionali, che comunque rimangono ben lontane da quelle precedenti al momento in cui siamo riusciti a convincere la Commissione Ue sul tetto al prezzo del gas". ''Il prezzo medio ad oggi è di 1,91 euro per la benzina e 1,76 euro per il diesel - ha concluso Urso - Domani con i cartelli dovranno indicare questi prezzi e quindi il cittadino potrà decidere se fare benzina da chi fa un prezzo più alto. È una operazione di trasparenza. L'intervento sulle accise su fatto dal governo precedente fu fatto per l'aumento forte dei carburanti e del gas in occasione della guerra in Ucraina e non è questo il caso di oggi''.

I prezzi aggiornati: benzina sopra i 2 euro al litro

Nel frattempo arriva un nuovo balzo delle quotazioni dei prodotti raffinati, che si traduce in un nuovo aumento per i prezzi dei carburanti, benzina e gasolio, alla pompa. In forte rialzo le medie nazionali dei prezzi praticati nei distributori: la verde in “fai da te” supera quota 1,9 euro/litro, il diesel 1,76 euro/litro. Per la benzina siamo ai massimi da fine luglio 2022 (quando però era in vigore lo sconto sull'accisa di 30 centesimi al litro, al netto dello sconto siamo ai massimi dai primi di dicembre 2022), per il gasolio siamo ai massimi da metà aprile. Sono i dati della rilevazione di Staffetta Quotidiana, in base alla quale sabato Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Q8 si registra un rialzo di due centesimi al litro sul gasolio, per Tamoil di un centesimo al litro.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,908 euro/litro (+17 millesimi, compagnie 1,917, pompe bianche 1,891), diesel self service a 1,762 euro/litro (+23, compagnie 1,771, pompe bianche 1,741). Benzina servito a 2,042 euro/litro (+19, compagnie 2,088, pompe bianche 1,950), diesel servito a 1,896 euro/litro (+22, compagnie 1,943, pompe bianche 1,802). Gpl servito a 0,700 euro/litro (invariato, compagnie 0,710, pompe bianche 0,687), metano servito a 1,414 euro/kg (-3, compagnie 1,417, pompe bianche 1,411), Gnl 1,242 euro/kg (invariato, compagnie 1,252 euro/kg, pompe bianche 1,236 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,981 euro/litro (servito 2,227), gasolio self service 1,847 euro/litro (servito 2,102), Gpl 0,836 euro/litro, metano 1,540 euro/kg, Gnl 1,331 euro/kg.

Fonte: Today.it

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