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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Il simulacro di Santa Oliva torna a casa, cerimonia a Pettineo dopo il restauro

La statua, che rientra tra i manufatti lignei di pregio diffusi nel territorio nebroideo in legno, è stata realizzata nel 1575 da Domenico Federico, intagliatore attivo a Petralia Sottana

Sabato 30 aprile alle 17, con una cerimonia nella Chiesa di S.Oliva di Pettineo sarà restituito alla comunità il simulacro di Santa Oliva, martire palermitana del V secolo e patrona di Pettineo.

Alla presentazione saranno presenti: l’avvocato Antonio Testa del Gabinetto in rappresentanza dell’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, che si è speso per il recupero dell’opera cara alla comunità, l’arciprete di Pettineo Don Giuseppe Salvo Capizzi, la soprintendente di Messina Mirella Vinci e i rappresentanti delle istituzioni locali.

La statua, che rientra tra i manufatti lignei di pregio diffusi nel territorio nebroideo in legno, è stata realizzata nel 1575 da Domenico Federico, intagliatore attivo a Petralia Sottana, e raffigura la santa, riccamente abbigliata con un ramoscello d'ulivo nella mano destra e un libro nella sinistra.

Alla Santa, che è oggetto di forte devozione, viene riservata un'originale pratica cultuale di antica tradizione che coinvolge tutta la popolazione locale.

Il restauro ha rimosso le lesioni, i numerosi strati pittorici e le disconnessioni della base che la rendevano pericolosa per l’incolumità pubblica durante la processione.

L'intervento di restauro della statua, dell’altezza di mt 1,40, è stato eseguito da Maria Scalisi di Gravina di Catania, su progetto della Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina che ha seguito le opere sotto la direzione della storica dell’arte Virginia Buda.

L’importo dei lavori, per 7.586,50 euro ha riguardato, oltre al consolidamento statico e al risanamento delle lesioni con materiali idonei, anche la pulitura e la rimozione dei numerosi strati di vernice sovrapposti che ha permesso di riportare in luce le originali dorature sui capelli e le smaglianti decorazioni della veste.

L’eliminazione delle superfetazioni sulla parte posteriore del manto della statua ha consentito, inoltre, di rimodellare la figura riproponendo la decorazione nel suo originario splendore.

                                                                           

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