Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Bioeconomia, Cnr di Messina eccellenza e risorsa

L'assessore Turano alla presentazione della nuova Strategia nazionale voluta dal sottosegretario Giorgetti spiega le esperienze siciliane. “Ora occorre favorire la cooperazione tra Regioni”

La Bioeconomia vale 260 miliardi e la Sicilia 37 start up. Un dato che rappresenta il 6,4% del totale nazionale e l’8,8% sul totale delle start-up innovative presenti in regione, cifre superiori alla media nazionale che si ferma al 7%.

Sono questi i principali numeri della Bioeconomia che vede protagonista il Cnr di Messina e le sue ricerche. Se ne è parlato alla presentazione della nuova Strategia nazionale per la bioeconomia organizzata per iniziativa del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e del presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, Andrea Lenzi. Presente Mimmo Turano (nella foto), assessore alle Attività produttive della Regione siciliana, che ha partecipato come relatore alla presentazione della rinnovata Strategia nazionale per la bioeconomia in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, ha ringraziato il sottosegretario Giorgetti per l'attenzione che ha voluto riservare al contributo delle Regioni.  Turano si è soffermato proprio “esperienze e le eccellenze siciliane che rappresentano un punto di riferimento per il sistema della bioeconomia italiana”. “La nuova strategia nazionale – ha detto l’assessore - ci consentirà adesso di metterle in rete con quelle delle altre regioni per rendere più forte il sistema Italia".

Mimmo Turano-2

La presentazione del documento della Presidenza del Consiglio dei ministri è stata anche l'occasione per presentare al ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, ai principali Cluster tecnologici italiani e ai rappresentanti della Commissione europea il modello bioeconomico siciliano. "La bioeconomia della Sicilia - sottolinea l'esponente del governo Musumeci - è un mix straordinario di esperienza ed eccellenza in particolare nel settore agro-alimentare. Il territorio ospita alcune realtà d'eccellenza nel campo della bioeconomia circolare sia a livello produttivo sia a livello di ricerca privata (Renovo Biochemicals, Orange Fiber) sia pubblica (come il Cnr di Palermo, Messina e Mazara del Vallo e le Università di Palermo e Catania). Abbiamo raggiunto altissimi livelli nella produzione di biocarburanti e bioprodotti dai sottoprodotti agricoli e forestali ma puntiamo a fare ancora di più e meglio".

L'assessore regionale alle Attività produttive ha ricordato, in particolare, anche come la Regione siciliana sta affrontando il delicato tema della riconversione dei siti dell'industria pesante abbia sottoscritto un protocollo di intesa con Eni che prevede una serie di interventi quali bonifiche della falda e dei terreni con sistemi e tecnologie d'avanguardia e di investimenti improntati alla bioeconomia come la nuova Bioraffineria che utilizzerà olio di palma e altre materie prime organiche per produrre biocarburanti di seconda generazione e l'avvio da parte di Syndial - società ambientale di Eni - nel sito della raffineria di Gela del primo impianto pilota per il recupero e la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) in un bio-olio che servirà a produrre carburanti di nuova generazione. "Per la Sicilia è fondamentale che in fase attuativa la nuova Strategia nazionale favorisca anche la cooperazione e la condivisione tra le Regioni. Possiamo e dobbiamo crescere insieme in questo settore strategico e innovativo a livello globale", conclude Turano.

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