Vaccini, ma la giustizia non va in quarantena

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Partiamo da un punto fermo: la Giustizia è un servizio pubblico essenziale. Un’affermazione che trova il suo fondamento nella Costituzione. L’articolo 24 stabilisce l’inviolabilità del diritto alla difesa e della tutela dei propri interessi per via giudiziaria. Nel pieno della pandemia, avvocati, magistrati e personale amministrativo non si sono mai sottratti al loro dovere.L’azione del Governo,attraverso il Ministero della Salute,ha presentato le linee guida del piano strategico per la vaccinazione anti covid.

Nella introduzione (punto 2) Valore, Principi e Categorie Prioritarie, si legge: “la Costituzione Italiana riconosce la salute come un diritto fondamentale dell’individuo e delle comunità” ed ancora: a tal fine è necessario identificare gli obiettivi della vaccinazione, identificare e definire i gruppi prioritari. Le persone ad elevata fragilità, quelle di età compresa tra 70 e 79 anni, quelli tra i 60 e i 69 anni, persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni. Rimangono tra le categorie prioritarie il personale docente e non docente, scolastico e universitario, le Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali. Nella “lista” non sono mensionati gli operatori della Giustizia. Vuoi vedere che questa categoria rientra nella lista dell’isolamento forzato? Magari li troveremo nelle scritture di Levitico? La Giustizia non va in quarantena e tanto meno può essere posta in quarantena la tutela dei diritti. Non si può affrontare una grande crisi umanitaria,senza Giustizia.

Aldo Mucci SGB Direttivo nazionale

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