Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Province, disegno di legge sul tavolo di Galvagno: elezione diretta del presidente e voto assieme alle Europee

Superato l'esame in commissione, la palla passa a Sala d'Ercole. Dc e Forza Italia spingono il piede sull'acceleratore, dubbi di Fratelli d’Italia. Le danze sono già aperte e, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, c'è chi comincia ad avanzare richieste di candidatura

Dopo l'approvazione della finanziaria regionale nei termini prestabiliti, senza dover ricorrere all'esercizio provvisorio, adesso tocca alle Province. Il disegno di legge, che reintroduce l’elezione diretta dei presidenti degli enti di area vasta (tre Città metropolitane e sei Liberi Consorzi di Comuni), è stato trasmesso al presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, affinché venga calendarizzato per il voto. 

Superato l'esame in commissione, la palla passa a Sala d'Ercole. Nel centrodestra, coalizione di governo alla Regione (che ha il pallino in mano), Dc e Forza Italia spingono il piede sull'acceleratore; mentre Fratelli d’Italia preferirebbe puntare prima sulla riforma urbanistica (che contiene la sanatoria nelle coste) e poi sulle Province.

Le elezioni si dovrebbero tenere il 9 giugno, in coincidenza con le Europee. La data del voto non è una variabile indipendente, ma modifica aspettative e risultati. In questo quadro sono favoriti i partiti presenti alle Europee. Le danze si sono già aperte e - tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra - c'è chi comincia rivendicare i posti di governo e ad avanzare richieste di candidatura. Ovviamente la prima questione che si pone è quella delle presidenze delle nove province e, all'interno dei partiti, si fanno già i conti manuale Cencelli alla mano sulla base della percentuali ottenute alle ultime elezioni regionali.

Intanto il governatore Renato Schifani ha ottenuto la garanzia da Roma che la riforma che uscità dall'Ars non verrà impugnata. A livello nazionale, infatti, è ancora in vigore la legge Delrio, che impedisce il ritorno all’elezione diretta nelle Province, ma l'accordo sottinteso tra governo regionale e nazionale ha incassato il sì di tutti, a cominciare dalla premier Giorgia Meloni che ne ha fatto un punto del suo programma.

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