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Venerdì, 1 Marzo 2024
Politica

All'Ars maggioranza in frantumi sulla norma "salva ineleggibili": Fdi abbandona l'Aula, seduta rinviata

I meloniani avevano chiesto d'invertire l’ordine dei lavori per esaminare il disegno di legge prima della riforma delle Province. Opposizioni all'attacco, il M5S: "Centrodestra e governo visibilmente allo sbando". Il Pd: "Fratelli d'Italia ha gettato la maschera, intende piegare a suo uso e consumo le istituzioni per conservare lo scranno"

Slitta a oggi (alle 15) la seduta dell'Ars, sospesa solo per pochi minuti per la bagarre nella maggioranza dopo la scelta dei deputati di Fdi di abbandonare i lavori in seguito alla bocciatura - da parte dell'Aula - della richiesta del parlamentare Carlo Auteri (Fdi) di invertire l'ordine dei lavori a Sala d'Ercole per esaminare il disegno di legge cosiddetto "salva ineleggibili" al posto della riforma delle Province.

Sulla richiesta di invertire l’ordine dei lavor,i la maggioranza di centrodestra è andata in frantumi. Pochi minuti prima invece era rimasta compatta respingendo una pregiudiziale del Pd, secondo cui la riforma delle Province con la reintroduzione del voto diretto sarebbe incostituzionale poiché la legge Delrio, con l’elezione di secondo livello, è ancora in vigore. 

"Questo provvedimento rischia di essere impugnato per illegittimità costituzionale - ha sottolineato il dem Antonello Cracolici - per questo motivo ho posto la pregiudiziale in aula, pur essendo favorevole, insieme al gruppo Pd, all’elezione a suffragio universale delle province siciliane. Se il parlamento siciliano insiste nell’approvazione del ddl delle province rischia che il giudizio conseguente si traduca in un giudizio sulla stessa Ars che, pur conoscendo i limiti di costituzionalità, avrebbe operato in dispregio delle valutazioni costituzionali e di diritto". 

Dopo il voto con cui è stata respinta la proposta di Auteri, il presidente della commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate (Dc) ha letto la relazione sulla riforma delle Province. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno intanto aveva lasciato la presidenza al suo vice Nuccio Di Paola (M5S), ma a quel punto i parlamentari di Fratelli d’Italia hanno abbandonato la seduta. In Aula è scoppiata la bagarre e i lavori sono stati rinviati.

"I temi caldi sul tappeto all’Ars stanno letteralmente spaccando la maggioranza con il governo visibilmente allo sbando. Dopo mesi di litigi per dividersi le poltrone della sanità siciliana, i differenti interessi dei partiti che sostengono Schifani sono venuti oggi chiaramente allo scoperto nel corso della votazione per l’inversione dell’ordine del giorno che avrebbe portato a votare la cosiddetta salva ineleggibili, prima della legge sulle Province", ha detto il capogruppo del M5S Antonio De Luca.

“Non c’è alcun rispetto per il Parlamento più antico d’Europa - ha aggiunto il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo -. La norma salva ineleggibili è una vergogna, una proposta indecente che rappresenta un affronto intollerabile su cui non è possibile fare finta di nulla. Fratelli d’Italia, se ce ne fosse bisogno, ha gettato la maschera e dimostra quale idea abbia delle istituzioni che intende piegare a suo uso e consumo per conservare lo scranno in spregio della buona politica, del buon senso e dei siciliani. Per altro si discute di una norma che riguarda soggetti che hanno conseguito già una condanna in primo grado e per cui si vorrebbe aggirare la giustizia con norme ad personam, a proprio uso e consumo”.

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