Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Norma "salva-ineleggibili" all'Ars per blindare la poltrona, ma De Luca non ci sta: "Noi abbiamo votato contro"

Il cambio di regole ha sollevato un polverone fra lettere al presidente della Repubblica e l'annuncio di denunce alla magistratura. Il leader di Sud chiama nord: "Una "porcheria" da giorni addebitata al nostro movimento ma basta leggere i verbali per vedere chi era a favore"

Si accende lo scontro politico sulla manovra in discussione all'Ars. Dopo la querelle sull'ex tabella H esplode il caso della norma, "intruppata" nel maxi emendamento, che apre la strada a una diversa interpretazione della legge che impedisce l'elezione a Palazzo dei Normanni di alcune figure fra cui i vertici o i dipendenti degli enti controllati o vigilati dalla Regione. La norma è stata ribattezzata "salva-ineleggibili", perché annullerebbe le cause di ineleggibilità di alcuni deputati impelagati in cause civili: il presidente della commissione Bilancio Dario Daidone (Fdi), di altri due meloniani - Nicolò e Giuseppe Catania - e di Davide Vasta (Sud chiama Nord).

Il cambio di regole salverebbe la poltrona di questi deputati, facendo svanire i sogni dei primi dei non eletti nelle rispettive liste che hanno fatto ricorso: Carmelo Nicotra, Peppe Bica, Salvatore Scruvera e Santo Primavera. Quest’ultimo ha pure scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per denunciare la vicenda. Mentre ieri il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, ha annunciato che il suo partito "manderà le carte in Procura", ritenendo che dietro questa norma "ci sia un evidente disegno criminoso, da parte dei diretti interessati che utilizzano la funzione legislativa con una sprezzante spregiudicatezza volta esclusivamente a garantire non un interesse personale, ma personalissimo''.

Ma non ci sta il leader di Sud chiama nord di fronte a quella che chiama una "porcheria" da giorni "addebitata al nostro movimento insinuando la nostra complicità nel tentativo di salvare anche il nostro deputato Davide Vasta". E che ora grida alla diffamazione: "Abbiamo atteso prima di esprimerci su questa vicenda perché volevamo vedere fino a che punto la macchina del fango  si sarebbe spinta  pur di mistificare la realtà dei fatti e screditare ancora una volta Sud chiama Nord - spiega Cateno De Luca -  La chiamano norma "salva ineleggibili", è stata approvata a notte fonda dalla maggioranza con i voto contrari di Sud chiama Nord. Non solo la norma approvata dalla maggioranza non riguarda minimamente il caso dell'on. Davide Vasta ma sarebbe bastato leggere i verbali per vedere chi ha votato o meno a favore. È evidente però che c'è una campagna diffamatoria contro Sud chiama Nord e che proprio Italia Viva si permetta di intervenire sulla questione cercando di dare lezioni, loro che sono maestri nella "compravendita" di parlamentari, appare più che ridicolo. Non accettiamo di essere tirati in mezzo a questa vicenda per il semplice fatto che non solo non ci riguarda, ma perché abbiamo anche votato contro. Infine una precisazione è doverosa: La commissione bilancio composta da 13 componenti era presente con ben 7 componenti e quindi aveva il numero legale per approvare ciò che voleva indipendentemente dalla nostra presenza. Questo giusto per chiarire come sono andate le cose e fare ulteriore chiarezza davanti alle fantasiose ricostruzioni che tendono solo a screditare la nostra azione. Sud chiama Nord agisce nel pieno della trasparenza, non ci interessano gli inciuci di palazzo e non ne abbiamo bisogno.  Come più volte abbiamo sottolineato, ci stiamo preparando ad andare al governo della regione e mettere fine a un sistema politico mafioso che continua ad affossare  la Sicilia", conclude Cateno De Luca.

Sulla "salva-ineleggibili", un passaggio importante sarà la conferenza dei capigruppo in programma oggi alle 15 all'Ars, che potrebbe decidere lo stralcio della norma dal maxi-emendamento per disinnescare eventuali tensioni che si potrebbero palesare a Sala d'Ercole, spianando così la strada all'approvazione della manovra di assestamento.

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