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"Noi la crisi non la paghiamo", flash mob contro il caro bollette

In piazza Duomo la protesta dei candidati di Unione Popolare che ricalca la campagna di disobbedienza civile lanciata anche dal Codacons sulla scia dell'iniziativa nata nel Regno Unito

"Noi la crisi non la paghiamo". Con questo slogan martedì 20 dalle ore 10 a Piazza Duomo, scendono in piazza a protestare contro il caro bollette, i candidati di Unione Popolare Francesco Mucciardi, Ivan Calì e Simona Stracuzzi alla Camera dei Deputati, e Luca Cangemi e Dolores Dessì al Senato.

Gli esponenti politici faranno un flash mob durante il quale strapperanno per protesta delle mega bollette.

"Invitiamo la cittadinanza a non pagare gli attuali aumenti ingiustificati frutto di speculazione finanziaria del libero mercato! - si legge in una nota -  Per noi la lotta contro la povertà e per la sicurezza economica di tutt? è prioritaria. Mentre il paese affoga e molte famiglie si trovano in un baratro economico dal quale non si vede via d’uscita, il governo tergiversa e i colossi dell'energia continuano a lucrare con profitti da record!  Noi vogliamo invece riaffermare la necessità di tornare ad un controllo popolare e statale del gas e dell'energia elettrica, di fissare un tetto ai prezzi ormai fuori controllo, di avviare un vero programma per l'impiego di energie rinnovabili, e di tassare al 90% l’extraprofitto di chi ha lucrato sul costo dell’energia durante la guerra!  Come Robin Hood, prenderemo da chi ha troppo per dare a chi ha bisogno.  Questo sta già accadendo ad esempio nel Regno Unito, con la campagna popolare "Don't pay" ("Noi non paghiamo") contro il carovita, che ha già raggiunto oltre 133.000 sottoscrittori e promette azioni di disobbedienza dal 1° ottobre. Anche noi in Italia non possiamo pagare per i profitti di Eni e dell’Enel, non possiamo far pagare i rincari dell’energia alle fasce più deboli".

La campagna di disobbedienza civile "Don't Pay UK", lanciata da un collettivo segreto del Regno Unito a giugno, è stata rilanciata in Italia anche dal Codacons con il cosiddetto “sciopero delle bollette”. L'associazione offre assistenza legale agli utenti schiacciati dal caro-energia che vogliono sospendere il pagamento delle fatture e parla di "iniziativa di solidarietà sociale che si basa sulle norme del codice civile e sulla Costituzione Italiana, tesa a consentire alle famiglie che hanno difficoltà economiche di sospendere in questo momento di emergenza il pagamento delle bollette versando solo parzialmente gli importi delle fatture, in virtù della causa di forza maggiore e sulla base delle disposizioni del nostro codice civile".

L’articolo citato è il 1256 del codice civile: “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell’adempimento”.

Sciopero delle bollette: in cosa consiste

Secondo quanto indicato dal Codacons, gli utenti, a partire da oggi, potranno scaricare sul sito dell'associazione un modulo da inviare alla propria società di fornitura di gas e luce, in cui si comunica formalmente di essere costretti a sospendere il pagamento integrale della bolletta, provvedendo al pagamento della fattura in modo parziale, versando cioè un acconto pari al 20% della bolletta, "in quanto impossibilitati a sostenere l’importo maggiorato delle utenze – spiega l’associazione – Ciò anche sulla base dei principi correttezza, buona fede e solidarietà sociale, considerato che sui contratti a prestazioni corrispettive, la giurisprudenza prevede e riconosce l’esistenza di un “dovere di solidarietà” nei rapporti intersoggettivi (articolo 2 Costituzione)"  

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