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"Musica ed eventi non salveranno Messina", la Lega attacca il sindaco Basile

La nota dei consiglieri Cantello, Restuccia, Rotondo, Villari e Centofanti sulle condizioni della città. "Situazione grave, dall'amministrazione ci aspettiamo risposte concrete"

Musica ed eventi non salveranno Messina. Lo dicono i consiglieri di Lega e Prima l'Italia Mirko Cantello, Giulia Restuccia ed Emilia Rotondo e Giuseppe Villari e Amalia Centofanti in una nota d'attacco all'amministrazione Basile, in prima linea per affermare il cosiddetto "brand Messina". I cinque esponenti politici riflettono sulle condizioni della città dopo l'impietoso report della Camera di Commercio secondo cui nel solo 2023 hanno chiuso i battenti 523 aziende. 

“Mentre le aziende chiudono -incalzano Lega e Prima l'Italia- gettando nella disperazione i datori di lavoro e i loro dipendenti con le famiglie, il sindaco parla ancora di brand, di spettacoli e di cabine di regia, mentre mette in dubbio la valenza economica che la costruzione del ponte sullo Stretto avrà per il nostro territorio, dichiarando che lo stesso è una grande incognita che può portare grandi risorse così come grandi delusioni. Basile dice di lavorare su quello che abbiamo, ma non dice cosa abbiamo, lasciando alla fantasia di chi lo legge capire a cosa faccia riferimento. Glielo ricordiamo noi: abbiamo una città con un tasso di disoccupazione altissimo, nella quale interi quartieri hanno l'acqua con il contagocce solo per poche ore al giorno. Abbiamo una città che ignora i bisogni delle periferie, che sono sudicie e trascurate. Abbiamo una città con una mobilità folle, anche se ci promettono che quando i numerosi cantieri saranno chiusi andrà meglio. Ecco, abbiamo tantissime promesse ma poca concretezza dall'amministrazione Basile, che invece di puntare al ponte sullo Stretto e alle ricadute economiche e occupazionali che porterà e dimenticando quelle che ha già portato, obbedisce agli ordini di scuderia del dominus De Luca, che dopo avere inserito nel proprio programma la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e l'Europa, per puro calcolo politico ha fatto un clamoroso voltafaccia, arrivando a sostenere che per costruirlo si sottraggono risorse alla Brianza".

"La situazione è grave -aggiungono i consiglieri- e in attesa che partano i lavori del ponte sullo Stretto, dall'amministrazione Basile ci aspettiamo risposte concrete: non fumose cabine di regia o concerti estivi, ma iniziative capaci di attirare capitali privati in riva allo Stretto. A portare quelli pubblici ci ha già pensato il nostro leader Matteo Salvini, che insistendo con la realizzazione della mega opera ha già messo RFI nelle condizioni di aprire cantieri in Sicilia per oltre 11 miliardi di euro, che a breve diventeranno 20”.

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