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Beni culturali e sviluppo, il Pd riparte dalla Valle dell'Halaesa

Il partito fa mea culpa per la scarsa presenza sul territorio e studia come risolvere le criticità puntando sul consorzio che trova nuovo slancio dopo le recenti scoperte archeologiche. Ma occorre anche studiare viabilità e infrastrutture

La Fiumara d’Arte, voluta dal mecenate Antonio Presti, che ha sempre creduto, investito e valorizzato quel territorio quando era solo una landa deserta e gli scavi di Halaesa che stanno facendo emergere un sito archeologico di straordinaria importanza.

Ma anche la produzione delle ceramiche artistiche di Santo Stefano, patrimonio storico-culturale e ambientale e i prodotti tipici dell’agricoltura di Castel di Lucio, Mistretta e Pettineo così come la spiaggia di Castel di Tusa.

Tutte risorse da mettere a fattore comune per lo sviluppo del comprensorio, che sono stati oggetto di un incontro voluto dal Pd e promosso da Nino Noto.

All’incontro sono intervenuti, dopo il saluto del segretario provinciale del Pd, Paolo Starvaggi, sindaci, amministratori locali e dirigenti di partito dei sei comuni della valle dell’Halaesa peraltro riuniti in un consorzio intercomunale: Castel di Lucio, Motta D’Affermo, Mistretta, Pettineo, Santo Stefano di Camastra e Tusa.

Dopo una breve discussione politica sulle difficoltà del partito democratico, in cui è stato fatto il mea culpa per la scarsa presenza negli ultimi anni sul territorio - come ha evidenziato il sindaco di Santo Stefano, Francesco Re e ribadito Ivana Gagliano e Anna Ciccia -  il dibattito si è spostato sulle criticità della zona.

L’incontro si incentrato sulle prospettive di sviluppo della Valle, immaginando innanzitutto di potenziare il Consorzio, abbandonando i campanilismi che non giovano alle prospettive di un intero comprensorio. È stato messo in evidenza come il Consorzio possa diventare uno strumento di promozione territoriale per proiettare la vallata in un circuito turistico che possa portare ricchezza tutto l’anno.

Ma non è possibile pensare allo sviluppo e al rilancio di un territorio se non si affronta il nodo trasporti.

Il sindaco di Motta d’Affermo, Sebastiano Adamo ha messo in evidenza come sia necessario ripensare alla viabilità interna, costituita da 80 km di vie di comunicazione praticamente abbandonate dalla ex provincia di Messina e soprattutto alla grande incompiuta la Santo Stefano - Gela che se ultimata, e i fondi ci sono, potrebbe aprire orizzonti importanti alle comunità della Valle.

Al dibattito, cui hanno preso parte anche Dino Viglianti di Castel di Lucio, Sebastiano Di Francesca di Pettineo, Carmelo Re e Sebastiano Noto, l’intervento del deputato Franco De Domenico che ha sostenuto l’esigenza di puntare su viabilità e infrastrutture ma anche sulla necessità di “concretizzare l’adesione dei comuni della valle dell’Halaesa, che ancora non vi fanno parte, al Parco dei Nebrodi, e infine ottimizzare la capacità di attrazione di risorse per investimenti attingendo a fonti comunitarie, nazionali e regionali”. 

Presente anche il deputato Pietro Navarra, che  ha posto l’accento sulla riorganizzazione del partito su base territoriale per dare risposte non solo ai militanti ma anche per promuovere una linea politica che rimetta al centro il Partito Democratico nel dibattito sullo sviluppo locale. Navarra ha affrontato gli effetti della eventuale approvazione della autonomia regionale differenziata “Una iattura per il sud – ha detto -  che vedrebbe ridotte notevolmente le attuali, già carenti, risorse ampliando ulteriormente lo squilibrio economico tra il Nord e il Sud  del Paese”.

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