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Assemblea regionale, sì al terzo mandato nei piccoli comuni

Via libera al disegno di legge sugli Enti locali. L'impianto originario prevedeva il terzo mandato nel centri con popolazione inferiore a tremila persone, ma un emendamento presentato dal deputato Pd Anthony Barbagallo, e votato a larga maggioranza, ha elevato la soglia

Via libera dell'Assemblea regionale siciliana al disegno di legge sugli enti locali, che istituisce la possibilita' del terzo mandato consecutivo per i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti. L'impianto originario della legge prevedeva il terzo mandato per i Comuni con popolazione inferiore a tremila persone, ma un emendamento presentato dal deputato Pd Anthony Barbagallo, e votato a larga maggioranza, ha elevato la soglia.

"Una norma di buonsenso che riguarda 210 comuni siciliani in cui i cittadini possono rieleggere i sindaci che hanno ben operato", il commento di Barbagallo. La legge, che conta dieci articoli e che e' stata votata con 38 voti favorevoli nel corso della seduta presieduta da Gianfranco Micciche', contiene altre disposizioni che modificano la vita degli enti locali siciliani. Tra le norme approvate, quella che prevede lo scioglimento del consiglio comunale in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione. Sul finale di seduta via libera a sorpresa anche a un emendamento del Partito democratico che fa slittare il voto nelle ex Province, originariamente previsto per fine marzo. La nuova data ultima fissata dall'emendamento, su cui il governo aveva espresso voto contrario, e' quella del 15 settembre.

Era stato il gruppo di Forza Italia, dando impulso all'iniziativa, che aveva presentato un articolo che riguardava i comuni fino a tremila abitanti. Nelle persone degli onorevoli Tommaso Calderone e Bernadette Grasso, Forza Italia ha poi sottoscritto l'emendamento che alza il limite ai Comuni con meno di cinquemila abitanti. 

“E’ nostro intendere - ha affermato l’onorevole Tommaso Calderone - che quei sindaci che hanno operato bene possano avere la possibilità di proseguire la loro attività amministrativa, mettendo le proprie competenze a disposizione delle loro comunità anche oltre il secondo mandato. Spetterà ai cittadini-elettori, il cui giudizio è inappellabile, premiare o bocciare l’operato dei propri sindaci. Era un grave vulnus della democrazia quello di limitare i mandati dei sindaci. Io e l'onorevole Grasso abbiamo più volte perorato questa causa con convinzione. Auspico che questa limitazione dei due mandati possa essere eliminata al più presto anche in senso generale. Questa è la norma che più mi ha appassionato della legge che abbiamo appena approvato”.

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