Martedì, 26 Ottobre 2021
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Il teatro Vittorio Emanuele rischia la chiusura, Armao promette: "Entro il mese i fondi"

L'assessore regionale assicura l'impegno con le risorse dell'accordo Stato-Regione. Il sovrintendente Scoglio: “Abbiamo dato una stagione splendida, che merita più attenzione”. Ma l'analisi di Fp Cgil e Siad sui bilanci non promette nulla di buono

Il destino dell'ente Teatro Vittorio Emanuele è sempre un rebus. Nel bilancio pluriennale della Regione i fondi nel 2021 sono 0 - sostiene la Fp Cgil - mentre nel 2020 i finanziamenti rispetto all'anno in corso sono dimezzati.

"L'unico teatro messinese che dovrebbe essere incentivato e agevolato nella sua opera della promulgazione della cultura – affermano il segretario generale della Fp Cgil Francesco Fucile e la responsabile del dipartimento Rosa Raffa - si avvia inevitabilmente verso una paralisi delle attività teatrali con una ricaduta sulla programmazione della prossima stagione. Tutto ciò rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui lavoratori di ruolo che ancora, dopo ben 18 anni,  aspettano la fatidica equiparazione. Tale situazione, ad oggi, li porta ad avere una diminuzione del potere di acquisto del loro stipendio rispetto a quello percepito con il contratto delle fondazioni e, peraltro, penalizza in maniera sostanziale tutti i dipendenti non di ruolo, dalle masse artistiche al personale tecnico, in quanto le assunzioni stagionali non vengono più effettuate e sono privilegiate, per una questione economica, assunzioni a giornate o di qualche settimana determinando cosi un'operazione inaccettabile di spending review sulla pelle dei lavoratori".

Impossibile anche stabilizzare il personale precario che possiede i requisiti della Legge Madia: "La legge – evidenziano Fucile e Raffa - da un lato apre alle stabilizzazioni ma dall’altro le condizioni di instabilità finanziaria dei bilanci e l’impossibilità di programmare il fabbisogno triennale rischiano di chiudere le porte ai precari storici in possesso dei requisiti Madia". Il sindacato ha richiesto un incontro urgente alla Regione.

Anche il sindacato Siad lancia la sua preoccupazione e spera in un'audizione alle commissioni dell'Ars. “Non possiamo più rimanere fermi ad aspettare che si spengano definitivamente le luci del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Vogliamo che la Regione e il sindaco di Messina facciano davvero alzare il sipario” - dicono il segretario provinciale del sindacato autonomo dei dipendenti regionali Clara Crocè e il responsabile aziendale del Teatro Vittorio Emanuele Nino Giuffrè - siamo consapevoli della grave situazione economica in cui versano i teatri siciliani - spiegano i due dirigenti sindacali - e l’enorme debito che accumulato negli anni, pari a 7 miliardi, ma a  fino a oggi tutte le misure che si dovevano intraprendere per rilanciare il Teatro Vittorio sono rimaste lettera morta. Oltre a rivendicare le giuste le risorse finanziarie per il funzionamento del Teatro, il Siad  denuncia anche l’adozione di alcuni provvedimenti che impediscono di fatto il rilancio dell’Ente, quali l’accesso ai Fondi Furs, la mancata approvazione della dotazione organica del piano del fabbisogno, il reinquadramento del personale dipendente e la stabilizzazione degli orchestrali e del personale tecnico.

L'assessore regionale Gaetano Armao è meno pessimista: "Stiamo intervenendo con l’accordo con lo Stato che abbiamo siglato a maggio. Prima deve diventare norma statale e poi si può recepire. C’è una parte di queste risorse che è stata congelata ma attraverso un'operazione finanziaria si dovrebbero sbloccare. Andremo in assemblea con una norma che recepisca l’accordo nazionale. Contiamo per questo di ripristinare ghli stanziamenti per il teatro Vittorio,  entro il mese definiamo".

Il sovrintendente del Vittorio Gianfranco Scoglio: "Messina è una città disgraziata  Il teatro a conclusione di una splendida stagione manda in scena una bellissima Vedova Allegra. Nessun servizio televisivo o scritto positivo. I problemi ci sono ed è innegabile ma la stagione è stata tra le migliori d'Italia con un affluenza eccezionale di pubblico e l'unico commento riguarda i tagli di bilancio che tutti gli anni vengono ripristinati con la legge di stabilità".

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