Messina fuori da Taoarte, Consiglio comunale diviso tra dossier e perdita di spazi culturali

L'esclusione di Comune e Città Metropolitana dalla Fondazione trova gli esponenti politici in disaccordo tra chi evidenzia le spese da sostenere per sole passerelle e chi ritiene che la giunta stia sbagliando ad abbandonare una delle culle degli spettacoli internazionali

Il Teatro Antico di Taormina

Messina fuori dalla Fondazione Taormina Arte. In Consiglio comunale le posizioni sono discordanti. La lettera del commissario Bernardo Campo che terrà fuori sia Palazzo Zanca che Palazzo dei Leoni dall'organizzazione degli spettacoli per la mancata risposta è ben accolta dalla giunta De Luca: la volontà del sindaco di non investire nel rapporto con i soci e non compartecipare alle spese con la cessione dell'ex ospedale di isolamento a Giostra come contropartita patrimoniale, trova i consiglieri divisi.

Forza Italia lavora a un dossier

Pierluigi Parisi di Forza Italia scrive: "Che figata restare nella fondazione di TaoArte !!!! Fa fico fa bello fa fotomodello !!!!! Ma qualcuno è andato a guardarsi i bilanci di Taormina Arte e quanto la perdita di esercizio ogni anno costa al comune di Messina quindi a tutti i messinesi?? Andateglielo a spiegare alle migliaia di famiglie che soffrono la fame perché dobbiamo restare nella fondazione, Nel frattempo assieme all’intero Gruppo di Forza Italia al Comune, Nicoletta D'Angelo, Giovanna Crifò, Dario Ugo Zante, stiamo preparando un report che non appena completato renderemo pubblico per valutare i pro ed i contro di un eventuale ripensamento sulla delibera di fuoriuscita dalla Fondazione. Nel frattempo come direbbe il presidente Conte: Valuteremo senza pregiudizi".

Il gruppo Genovese contro De Luca

OraMessina è contro De Luca: "Una gravissima mancanza di rispetto di questa amministrazione nei confronti del Consiglio comunale. La vicenda dell’uscita del Comune di Messina dalla Fondazione Taormina Arte rappresenta – in maniera evidente – tutta la prepotenza con cui il sindaco De Luca e la sua giunta amministrano, senza alcuna considerazione del lavoro e delle votazioni del Consiglio. In due distinte occasioni, infatti, siamo stati chiamati a decidere della posizione della città di Messina all’interno della Fondazione. In entrambi i casi il consiglio non ha lasciato dubbi: contrari all’uscita. Sia la prima proposta dell’amministrazione venne respinta, stesso destino quando la questione tornò in aula su iniziativa di un consigliere. Il voto fu chiaro e definitivo, dato che resta responsabilità del Consiglio quella di decidere in casi del genere. Durante la lunga emergenza da Covid-19 i lavori di aula e del consiglio sono stati interrotti, proprio in quel periodo il commissario straordinario della Fondazione Bernardo Campo inviò due diverse note per conoscere la decisione dell’amministrazione - proseguono gli esponenti vicini al deputato regionale Luigi Genovese - la prima è arrivata il 13 marzo, la seconda il 27 aprile ma nessuna delle due è stata comunicata ai membri del consiglio. A questo punto pare evidente la strategia dell’amministrazione: far passare sotto silenzio il tutto e mettere in atto il proprio intento".

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Lega e Pd chiedono spiegazioni politiche

Anche la Lega è sulla linea contraria alla giunta come il partito democratico che in un'interrogazione chiede: “Quali sono le ragioni per cui sia la Giunta, sia gli uffici comunali abbiano dato riscontro alcuno alle richieste pervenute dal Commissario della Fondazione di Taormina Arte Sicilia” e le ragioni politiche che hanno indotto l’Amministrazione a sottrarsi dagli adempimenti conseguenti alla votazione espressa del Consiglio Comunale, di fatto, delegando una scelta politicamente così importante ad un soggetto terzo come appunto  il Commissario della Fondazione Taormina Arte Sicilia”, e cosa intende fare per interrompere la procedura di esclusione e “quali misure intenda intraprendere l’Amministrazione nei confronti dei soggetti responsabili a riscontrare con sollecitudine le note del commissario”.

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