Venerdì, 19 Luglio 2024
Gastronomia / Taormina

Guida Michelin Italia 2024, tutte le stelle assegnate nel Messinese

A fare il pieno di riconoscimenti Taormina e le Eolie

L'attesa è finita è uscita la Guida Michelin Italia 2024, nella quale abbiamo 10 stelle in più per un totale di  395 contro le 385 dell’anno scorso.

"La pioggia di stelle quest’anno premia tutto lo Stivale, da Cervinia con il Wood a Marina di Ragusa con il Votavota. Una contrapposizione divertente, da 2000 a 0 m slm, quasi i chilometri di distanza tra le due località (in realtà sono circa 1650)2, leggiamo nel sito ufficiale della guida. Ma quali sono i ristoranti del Messinese a ricevere l'ambito riconoscimento? Vediamolo insieme.

L'unico della provincia di Messina a ricevere due stelle Michelin è il St. George by Heinz Beck di Taormina. La sua cucina viene definita eccellente come si legge nel sito: "Il St. George si trova all'interno dell'Hashbee Hotel, una villa di inizio Novecento ai margini del centro storico, in una delle location più ambite ed esclusive di Taormina.  Varcato l’ingresso, dopo l’elegante salone si raggiunge il giardino e la terrazza mozzafiato, le cui palme incorniciano la vista sullo stretto di Messina. La cucina è frutto della collaborazione tra Heinz Beck e il resident chef Salvatore Iuliano. Del cuoco tristellato Salvatore, di origini calabresi, riprende la naturale eleganza e certe intuizioni gastronomiche, ma vi aggiunge un'appassionata e colorata interpretazione mediterranea. Indimenticabili i tortellini al basilico, mandorla, seppiette e 'nduja: i ravioli, dalla pasta freschissima e morbida e ripieni di pesto, sono disposti in circolo, al centro sono sistemati dei filettini di seppia cotti e conditi con 'nduja e il tutto è ricoperto da spuma di mandorle. Un piatto splendido, già diventato uno dei piatti iconici dello chef".

Diversi sono invece i ristoranti della provincia di Messina con una stella il Signum a Salina così descritto nella guida: "La giovane chef Martina Caruso è nata e cresciuta all'interno del Signum e dopo una serie di esperienze formative ha deciso di far ritorno a casa per occuparsi in prima persona della cucina. Oggi guida una brigata di nove persone, mentre il fratello Luca si occupa dell’incantevole albergo costruito come un tipico borgo eoliano. Martina sa come utilizzare al meglio i prodotti vibranti della sua terra, del suo orto e del mare; non nega la loro potenza, riuscendo a giocare − con leggerezza e creatività − anche con l'intensa sapidità di alcuni elementi, senza nasconderla, ma esaltandola. Luca e il cugino Raffaele perfezionano l'esperienza gourmet, con grandi vini (alcuni di produzione propria), anche al bicchiere, e ottimi cocktail. Tre menu degustazione da 6, 7 e 9 portate".

Una stella anche a La Capinera Taormina così descritto:“La mia cucina è come la mia terra – afferma lo chef-patron Pietro D’Agostino – solare, fresca, piena di tradizioni e al contempo moderna”. La stessa impressione è quella riscontrata dagli ispettori, che hanno definito la sua proposta gastronomica come innovativa su base regionale, dove la ricerca delle migliori materie prima diventa simpaticamente maniacale: dal pescato del giorno agli ortaggi, dai presidi Slow Food al caviale di lumaca, attraverso le diverse intensità di oli autoctoni di nicchia. Se la bella terrazza affacciata sul mar Ionio aggiunge ulteriore charme alla sosta, anche la selezione enoica riserva delle piacevoli sorprese".
 

L'Otto Geleng Taormina riceve una stella  e troviamo questa descrizione nel sito ufficiale: "L’ambiente tradisce l’eleganza della destinazione e ricorda le ville isolane di un tempo: solamente “otto” i tavoli, incorniciati in un terrazzo fiorito di buganvillee e affacciati su Taormina, baia di Naxos e sull’Etna. I dettagli della mise en place sono ricercati e rimandano ai fasti di un’antica dimora, mentre lo chef Roberto Toro propone un menu capace di raccontare la sua Sicilia con molte interpretazioni personali. Vincono la tradizione, ma in chiave moderna, e l’esaltazione delle migliori materie prime che questa terra offre. Più di 400 etichette di vini sono disponibili per accompagnare questo viaggio gastronomico, con eccellenze autoctone, nazionali e francesi, e molte chicche di piccoli produttori locali".

Ancora una stella a Principe Cerami  Taormina:" Il menu vuole essere un ritorno all’essenziale, la chiave della cucina di chef Mantarro: stagionalità, territorialità e ricerca di produttori locali di nicchia. La Sicilia è generosa nei sapori e nei colori e offre abbinamenti che permettono di viaggiare dal mare al vulcano. Quest'ultimo trasmette un sapore più ricco e intenso, soprattutto ai prodotti vegetali che dominano il menu. Oltre alla carta e alla possibilità di comporre un proprio menu, “Principe Cerami” rappresenta un ideale tuffo nel Mar Ionio con qualche incursione di terra. La carta dei vini si focalizza sulla regione senza trascurare ottime referenze in Italia e nel mondo".

Una stella per  I Tenerumi Vulcano: "Consigliamo di arrivare al ristorante prima del calar del sole per ammirare un tramonto spettacolare di fronte alle isole Eolie e ai faraglioni, seduti ai tavoli del giardino o attraverso le vetrate della sala interna in caso di cattivo tempo: il quadro è mozzafiato. Ma questo è solo l'antipasto di un'esperienza gastronomica tanto originale quanto qualitativamente strabiliante: nessuna scelta, ma un lungo menu degustazione a sorpresa, interamente dedicato al mondo vegetale e basato su prodotti spesso coltivati a Vulcano. Eccezionale la mezza cipolla arrostita servita con la sua crema fermentata e aromatizzata con aglio e limone, oppure la sfoglia di patata, con una crema del tubero stesso e beurre blanc, il tutto aromatizzato con gambi di prezzemolo tritati", troviamo nel sito.

E ancora una stella a Il Cappero Vulcano presente con tale descrizione: "Il Cappero di Vulcano rappresenta il perfetto sogno mediterraneo. All’interno del Therasia Resort e incastonato sul promontorio di Vulcanello, a strapiombo sul mare, con la sua terrazza regala una vista impareggiabile su tutte le isole Eolie, spesso con tramonti infuocati. La proposta dello chef Giuseppe Biuso, che si articola in due menu degustazione a sorpresa, è un percorso di piatti tecnici e moderni in cui si alternano con grazia verdure, pesce e carne, sino alla conclusione dolce (davvero entusiasmante!) resa indimenticabile dalla capacità e dal talento del giovane pasticciere. Il tutto raccontato con brio dal giovane staff di sala".

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