Giovedì, 18 Luglio 2024
Arte / Barcellona Pozzo di Gotto

Sigillo delle Arti dell'Università di Urbino per l'artista messinese Emilio Isgrò

Gli sarà conferito anche il titolo di Accademico d'Onore dell'Accademia di Belle Arti

Nuovo importante riconoscimento per Emilio Isgrò, 85 anni, artista italiano tra più conosciuti e apprezzati a livello internazionale che  rinsalda il proprio sodalizio con Urbino. Giovedì 15 giugno riceverà il Sigillo delle Arti, onorificenza creata dall'Università degli Studi di Urbino 'Carlo Bo' e dall'Accademia di Belle Arti, in precedenza conferita a personalità quali Werner Herzog ed Emilio Ambasz, "per l'estensione e la profondità dell'impatto, nel mondo dell'arte e della cultura, della sua opera pittorica, poetica e letteraria".

Nello stesso giorno l'Accademia di Belle Arti di Urbino assegnerà a Isgrò il titolo di Accademico d'Onore "per aver introdotto con la Cancellatura - così recita la motivazione - un vero e proprio linguaggio nel solco della grande arte italiana". La cerimonia si terrà alle ore 10.00 nell'Aula magna dell'Accademia di Belle Arti per poi proseguire nella sede dell'Università.

Il legame con la città marchigiana si consoliderà nel 2024, in cui cade il sessantesimo anniversario della prima Cancellazione. Per l'occasione, Emilio Isgrò dirigerà la prima Scuola di Specializzazione dedicata alla Cancellatura, un corso di alta formazione, avviato dai due enti urbinati, che coinvolgerà tra gli altri filosofi, scienziati, teologi, storici che condivideranno con gli studenti l'espressione, la comunicazione e la riflessione sul valore della Cancellatura. Emilio Isgrò renderà omaggio a Paolo Volponi, scrittore e poeta urbinate, di cui era molto amico, al quale ha dedicato l'opera "Il Sipario di Volponi", che anticipa le celebrazioni per il suo primo centenario della nascita che cade nel 2024.

"È un vero onore - afferma Emilio Isgrò - ricevere questi due riconoscimenti dall'Accademia di Belle Arti e dall'Università degli Studi di Urbino, città che mi ha sempre affascinato per la bellezza del suo territorio, per la sua storia e per la sua tradizione artistica e che mi ha permesso di intrattenere dei rapporti con delle persone di grande cultura, quale l'amico Paolo Volponi, con cui mi sono spesso confrontato".

"È inoltre un enorme piacere - prosegue Emilio Isgrò - che proprio Urbino ospiti la Scuola di Specializzazione dedicata alla Cancellatura, che rende omaggio alla cifra più caratteristica della mia ricerca e la investe della dignità di materia studio per trasmettere ai giovani la ricchezza e la profondità che si cela dietro questa particolare tecnica espressiva".

Emilio Isgrò  nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 6 ottobre 1937 dopo l'esordio letterario con la raccolta di versi Fiere del Sud (Schwarz, 1956), si dedica alla Poesia visiva, nel doppio ruolo di teorizzatore e artista. Nel 1966 si tiene la sua prima personale presso la Galleria 1 1 di Padova a cui seguono numerose mostre presso la Galleria Apollinaire, la Galleria Schwarz e la Galleria Blu a Milano, La Bertesca a Genova, la Galleria Lia Rumma a Napoli. Nel 1977 vince il primo premio alla Biennale di San Paolo. Nel 1985 realizza a Milano l’installazione multimediale La veglia di Bach, commissionata dal Teatro alla Scala per l’Anno Europeo della Musica, mentre nel 2010 con la mostra Var Ve Yok è presente alla Taksim Sanat Galerisi in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1972, 1978, 1986 e del 1993, quest’ultima con una sala personale.

Di rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con L'Orestea di Gibellina (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia, tra cui L’avventurosa vita di Emilio Isgrò (Il Formichiere, 1975), Marta de Rogatiis Johnson (Feltrinelli, 1977), Polifemo (Mondadori, 1989), L’asta delle ceneri (Camunia, 1994), Oratorio dei ladri (Mondadori, 1996) e, infine, Brindisi all’amico infame (Aragno, 2003). In questi ultimi anni sue mostre personali sono state presentate al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2013) e, nel 2016, una grande antologica a cura di Marco Bazzini ha coinvolto Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni a Milano. Nel 2019 una mostra a cura di Germano Celant è stata presentata alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Da ottobre 2020, la Fermata “Stazione FS” della Metropolitana di Brescia accoglie una monumentale installazione dal titolo Incancellabile Vittoria. Sempre a Brescia, tra la fine de 2022 e l’inizio 2023, al Parco archeologico di Brescia romana e al Museo di Santa Giulia si tiene il progetto espositivo site-specific Isgrò cancella Brixia. Le sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni private e pubbliche nazionali e internazionali. Emilio Isgrò vive e lavora a Milano.

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