Venerdì, 19 Luglio 2024
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Autovelox, la sentenza che cambia tutto: quando la multa può essere annullata

La Cassazione ha sentenziato su una causa tra l'Unione dei comuni e un automobilista che aveva ricevuto una contravvenzione per eccesso di velocità. Sono due i requisiti che devono essere soddisfatti entrambi in modo autonomo e distinto affinché la rilevazione dell'infrazione sia legittima. Tutti i dettagli

La sentenza è a suo modo "storica", e potrebbe sbloccare diversi ricorsi degli automobilisti e aprire la strada ad altri. Il cartello dell'autovelox deve essere segnalato adeguatamente, ben visibile e posto a una distanza specifica: in caso contrario, la multa presa con il rilevatore elettronico di velocità si può annullare. La Cassazione, in una sentenza pubblicata lo scorso 31 agosto, ha messo la parola fine in una causa tra l'Unione dei comuni e un automobilista che aveva ricevuto una contravvenzione da 550 euro per eccesso di velocità, più la contestuale perdita di punti nella patente. Tra l'ultimo cartello che avvisa della presenza del rilevatore elettronico della velocità e l'apparecchio, secondo la Cassazione, ci deve essere una distanza di almeno un chilometro. In caso contrario la multa può essere annullata.

Multe nulle se tra autovelox e cartello c'è meno di un km

Nel caso specifico, l'Unione dei comuni era invece dell'avviso che la distanza minima di un chilometro si renda necessaria soltanto nel caso in cui quello fosse il primo avvertimento stradale della presenza dell'autovelox. Ma la suprema corte non ha accolto questa tesi e ha dato di fatto ragione all'automobilista. Nella sentenza, viene specificato che "distanza e visibilità" sono "i due requisiti che devono essere soddisfatti entrambi in modo autonomo e distinto affinché la rilevazione dell'infrazione sia legittima". E quindi, in sostanza, nel caso di un autovelox segnalato male e soprattutto ad una distanza non congrua, chi prende la multa al volante può fare ricorso per farla annullare.

Secondo la corte di Cassazione, l'autovelox deve essere segnalato con diverse formule chiare: i cartelli devono essere leggibili, non devono presentare graffiti o alterazioni, le dimensioni devono consentirne la lettura. Terminato il tratto monitorato dal tutor, poi, è necessario che ci sia un ulteriore segnale che indichi la fine del controllo. Il cartello, inoltre, deve essere ripetuto dopo ogni intersezione e l'apparecchio non può essere posizionato a meno di un chilometro dal cartello che indica il limite di velocità.

Già lo scorso anno la corte di Cassazione aveva stabilito che gli autovelox dovessero essere visibili. In quel caso era stato decretato che la multa è nulla se l'autovelox è nascosto, per esempio, nell'auto delle forze dell'ordine. Nella sentenza 4007/2022 sono considerati nulli anche i rilevatori nelle vetture non istituzionali ferme nelle piazzole di sosta o nascoste nella vegetazione, oppure senza il lampeggiante blu sul tetto acceso. Questa sentenza potrebbe sbloccare diversi ricorsi e aprire la strada ad altri, considerando anche l'altro verdetto degli ermellini che stabiliva il principio della visibilità come presupposto di validità degli autovelox, sia fissi che mobili.

Fonte:  Today.it...

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