“Avrò cura di te”, il ricordo delle vittime dell'incendio del rifugio del Falco

La parola al coordinatore dell'Osservatorio Lucia Natoli che organizza la giornata contro i danni ambientali: "Si deve partire dai giovani e dalle scuole"

Albero dedicato a Lucia Natoli

Parte da villa Mazzini, luogo simbolo oggi abbandonato a se stesso, l’opera di sensibilizzazione rivolta a cittadini e  istituzioni nella giornata contro i danni ambientali, dissesto idrogeologico, emergenza  incendi, consumo di suolo e cambiamenti climatici.  Si celebrerà  il 13° anniversario del rogo che causò la morte di 6 persone a Patti,  tra cui Lucia Natoli da cui prende il nome l’Osservatorio coordinato da Saro Visicaro che promuove l’iniziativa. Due i momenti previsti sabato 22 agosto, uno nella Villa cittadina e l’altro sui Peloritani.

Si comincerà a parlare di ambiente alla villa Mazzini alle10 con l’intervento del dottore Antonino Rindone vicepresidente Associazione insegnanti Scienze motorie. Per poi spostarsi sui Colli peloratani all’Oasi gestita da Legambiente  e dopo un momento conviviale che coinvolgerà anche i giovani appuntamento a Ziriò, dove è stato piantato un albero in memoria di Lucia Natoli, per il consueto omaggio a tutte le vittime di incendio.

Ma che significato assume questa giornata? “Vogliamo sensibilizzare le istituzioni ma soprattutto i cittadini per il il bene dei nostri figli.Tutti noi ogni giorno leggiamo di incendi e di cambiamenti climatici – dichiara Visicaro- tutti dovremmo fare qualcosa ma nessuno fa niente. Nel Comune di Messina sono tanti gli incendi che interessano il territorio , fra gli ultimi quello di Gesso. Manca un programma serio da parte delle istituzioni , non ci sono i sentieri tagliafuoco, manca l'aggiornamento del catasto incendi e non esistono sanzioni per i proletari terrieri”. Da qui, come sottolinea Visicaro,   con l’aumento degli incendi  scompaiono  il verde e le piante che sostengono  il terreno  e si innescano tutti quegli effetti dannosi che determinano dissesto idrogeologico, inquinamento e cambiamenti climatici.

 Per salvare il salvabile, a parere di  Visicaro, bisognerebbe cominciare dai giovani : “Si deve partire dalle scuole , abituarli ad azioni concrete di tutela dell’ambiente , se non c’è l’abitudine tutto diventa teorico  e un ragazzo una volta uscito da scuola non ha imparato nulla".

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Altro punto su cui di dovrebbe lavorare  secondo Visicaro è il verde urbano: "Le istituzioni devono proporsi un obiettivo compatibile e sostenibile  che dia un segno pratico e restituisca alle ville la loro vera funzione. Il verde pubblico deve essere verde pubblico e rimanere tale e non essere finalizzato ad altro, si confondono le idee ai ragazzi . Una volta le ville servivano per mettere in contatto con il verde urbano adesso vengono affidate a privati  che li usano per funzioni commerciali diverse,ad esempio ospitando giochi per bambini. Noi abbiamo proposto in passato di trasformare Villa Dante in parco urbano ma le noostre richieste sono rimaste inascoltate e oggi questa regna nell'incuria", conclude Visicaro che confida in una presa di coscienza globale affinchè l'ambiente e la sua sua tutela divengano un problema di tutti.

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