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Martedì, 24 Maggio 2022
La decisione del governo

Mascherine, dove saranno ancora obbligatorie dal primo maggio: a scuola vince la cautela

La decisione più critica, quella sulla scuola, sarebbe stata presa: dispositivi obbligatori fino alla fine dell'anno scolastico (col paradosso 6 anni). E per tutto il resto? Ecco cosa succederà e i posti in cui si dovranno indossare. Galli e Viola: "Usate le Ffp2"

Mascherine, che succede dal primo maggio in poi? La decisione più critica, quella sulla scuola, sarebbe stata presa, anche se si dovrà attendere ancora qualche giorno per l'ufficialità. Vince la linea della cautela sull’obbligo di indossare le chirurgiche in classe. Il ministro Patrizio Bianchi e il ministro della Salute Roberto Speranza sono orientati a non cambuare nulla dal primo maggio, quando alla fine dell'anno scolastico mancherà poco più di un mese. L'ultimo decreto del governo aveva tracciato la strada: "Fino alla conclusione dell’anno scolastico nelle scuole (...) è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie". Se probabilmente dal 1 maggio al chiuso in uffici, cinema, negozi l’obbligo di mascherine non ci sarà più, la scuola è l'ultima della lista. Ma procediamo con ordine.

Mascherine a scuola fino a giugno?

All'estero le cose vanno diversamente. Regno Unito, Irlanda, Olanda, Svezia, Danimarca, Spagna, Portogallo, Francia e Germania hanno già detto addio alle mascherine in classe. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva lanciato messaggi diversi: "A scuola si può togliere, soprattutto durante le lezioni perché abbiamo bambini sostanzialmente distanziati". La pensa così anche Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia del San Raffaele di Milano: "Le terrei più sui mezzi pubblici che a scuola, dove c’è il distanziamento e un’adeguata ventilazione".

Più prudenti i dirigenti dell’Associazione nazionale presidi: "È presto per uno scenario senza mascherine", dice Cristina Costarelli da Roma. Il presidente Antonello Giannelli rimanda la decisione alle autorità sanitarie ma spiega: "Preferiremmo tenere le mascherine in classe un mese e mezzo in più che non sopportare poi conseguenze peggiori". 

Il paradosso delle mascherine a scuola

Ci sono paradossi, perché imporre la mascherina ai bambini sopra i 6 anni fa sì che nella stessa classe possano esserci bimbi che la indossano e altri che non la indossano perché sotto i 6 anni. Dal 1° aprile anche i bambini della scuola dell’infanzia che abbiano compiuto sei anni devono indossare la mascherina chirurgica. Lo dice il decreto del 24 marzo scorso del varato dal Governo Draghi. All’articolo 9, comma 5, si legge infatti: “Fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021- 2022, nelle istituzioni e nelle scuole di cui al presente articolo nonché negli istituti tecnici superiori continuano ad applicarsi le seguenti misure di sicurezza: a) è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo chirurgico, o di maggiore efficacia protettiva, fatta eccezione per i bambini sino a sei anni di età, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attività sportive“.

In un gruppo classe ci saranno alcuni bambini obbligati a mettere la mascherina, una piccola parte considerando che sono in pochi (ma ci sono) quelli che compiono i 6 anni durante l’ultimo anno di materna, mentre altri non dovranno indossarla. Strano che la novità arrivi alla fine dell'emergenza sanitaria: fino ad oggi infatti l’obbligo riguardava i soli alunni dalla scuola primaria in poi. Così varie regioni (come il Lazio) stanno emanando circolari che sul territorio regionale esentano tutti gli alunni delle scuole dell'infanzia dall'obbligo di mascherine, a prescindere dai 6 anni compiuti o non compiuti.

Mascherine al chiuso, cosa succede dopo il 30 aprile

Al chiuso sono obbligatorie fino al 30 aprile. E' possibile, ma non assicurato, che dal 1º maggio non saranno invece più obbligatorie al chiuso. Si vedrà nella seconda metà di aprile. Intanto fino al weekend della Festa dei lavoratori restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Ma dal 1º maggio che cosa succede sul fronte mascherine, nella vita di tutti i giorni? E' in vista un liberi tutti? Difficile.

Sembrano esserci sfumature differenti nei piani che circolano al Ministero della Salute e a Palazzo Chigi. Sarebbe sbagliato definirle divergenze, perché il dibattito non è entrato nel vivo, il Cts non esiste più dopo la fine dello stato di emergenza, e perché la decisione arriverà probabilmente solo dopo Pasqua. Il ministro Roberto Speranza sarebbe favorevole a un mantenimento dei dispositivi al chiuso, mentre Palazzo Chigi vorrebbe mandare un nuovo e definitivo messaggio di ritorno alla normalità.

I dati dimostrano che l'alta contagiosità di Omicron, ancora più infettiva nella sua seconda versione, rende praticamente impossibile contenere il virus. La convivenza con il virus è inevitabile, perché il Sars-cov-2 non scomparirà - probabilmente - mai più. Subito dopo Pasqua, probabilmente il 20 aprile, si deciderà se prorogare o meno l'obbligo di mascherina al chiuso, che scadrebbe dieci giorni dopo. Secondo uno studio dei Cdc americani, con la mascherina Ffp2 al chiuso la possibilità di contagio si riduce dell'83%, con la chirurgica del 66% e con quelle di tessuto del 56%. Meglio che niente. Invece il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, dice che "ci sono le condizioni per abrogare l'obbligo dal 1° maggio".

Fino al weekend della Festa dei lavoratori tutto resta com'è: sempre obbligatorie le Ffp2 (non chirurgiche o stoffa, dunque) nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

E' possibile che dal 1º maggio non saranno più obbligatorie in molti luoghi al chiuso, difficilmente in tutti però. Probabilmente chi svolge la propria attività in esercizi aperti al pubblico dovrà indossare la mascherina anche dopo il 30 aprile. Ad esempio, cassieri dei supermercati, commessi e anche per chi è impiegato in uffici pubblici dove si danno servizi ai cittadini. Non è chiaro se l'obbligo sarà esteso anche ai clienti di tali servizi e attività. Ci sono anche altri ambiti dove è altamente probabile che l'obbligo di mascherine permarrà: mezzi di trasporto pubblici, cinema, teatri, concerti. Potrebbe però bastare la mascherina chirurgica, e non più la Ffp2. Altrove ci saranno magari semplici raccomandazioni, soprattutto dove al chiuso si rischiano assembramenti. Nei luoghi di lavoro privati, deciderà il datore di lavoro. 

Galli e Viola: "Usate le Ffp2"

"La pandemia" in Italia "non è finita. Se si può stare lontani da Sars-Cov-2 è un'ottima cosa, sia per gli anziani e i fragili, che rischiano ancora, ma anche per i giovani che possono andare incontro al long Covid. Uno strumento per stare alla larga - imperfetto, ma importante - è la mascherina". E in particolare la Ffp2. Così all'Adnkronos Salute Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano, in particolare "mi guarderei bene dall'abolirla sui mezzi pubblici in questo momento. Con la cancellazione di questa misura, infatti, metteremo molte persone fragili nella condizione di esporsi al rischio usando il trasporto pubblico".

"La mascherina chirurgica - ricorda Galli - protegge dalle nostre emissioni di virus le persone che incontriamo. Ma per una protezione che riduce significativamente anche il rischio di infettarsi dobbiamo usare la Ffp2", continua Galli, facendo un esempio: "il casco per i motociclisti è uno strumento di protezione nel caso di caduta. La Ffp2 è, allo stesso modo, uno strumento di protezione individuale che limita la possibilità di infettarsi seppure, purtroppo, sappiamo che non funziona al 100%, come non c'è casco che tenga di fronte a un incidente gravissimo. Ma non lo buttiamo via per questo. Allo stesso modo non si può appendere al chiodo la mascherina ammonisce - soprattutto se parliamo di persone che possono avere condizioni di fragilità, nonostante le vaccinazioni, e di persone mai vaccinate".

"Nessuno dovrebbe mettere da parte le mascherine e quando dico nessuno mi riferisco anche a chi ha avuto la malattia pochi mesi fa e ritiene di poterla togliere sentendosi immune. Niente di più sbagliato. Al chiuso bisogna proteggersi, la Ffp2 è efficace anche contro Omicron. Vediamo comparire varianti sempre più contagiose e anche i vaccinati rischiano di infettarsi". Così Antonella Viola, immunologa, direttore scientifico dell`Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza a Padova. Per Viola quindi "vale la pena fare un piccolo sacrificio, coprendo naso e bocca quando si entra in luoghi chiusi. Ammalarsi di Covid, anche per i vaccinati con tre dosi, non è una esperienza indolore. Se ne può uscire con conseguenze spiacevoli".

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