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Domenica, 29 Maggio 2022
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L'obbligo di vaccino sul lavoro con multe fino a 1.500 euro e sospensione dello stipendio

Vale per gli over 50 dal 15 febbraio. Sanzioni anche per i datori che non controllano. Domande e risposte sulle nuove regole

Sono due le scadenze segnate in rosso sul calendario per gli over 50, dopo il decreto del governo del 7 gennaio scorso con le nuove misure urgenti per fronteggiare l'emergenza Covid-19, in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole: il 1° febbraio e il 15 febbraio. Per quanto riguarda il 1° febbraio, da quella data è scattata la multa di cento euro per gli over 50 che non hanno ancora rispettato l'obbligo di vaccinazione. I controlli sono fatti a campione e la sanzione parte dal ministero della Salute tramite l'Agenzia delle entrate. Come abbiamo spiegato qui, i destinatari dell'avviso di avvio del provvedimento sanzionatorio hanno dieci giorni di tempo dalla ricezione per comunicare alla Asl "l'eventuale certificazione relativa al differimento o all'esenzione dall'obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità".

L'obbligo di vaccino sul lavoro e le multe

Dal 15 febbraio, invece, entra in vigore l'obbligo per tutti i lavoratori di avere il green pass rafforzato (altrimenti detto super green pass), il certificato che si ottiene solo con la vaccinazione o per guarigione dal covid. Chi non avrà la certificazione verde adeguata rischia una multa dai 600 ai 1.500 euro, oltre a risultare assente ingiustificato perdendo così il diritto a retribuzione e contributi. Il mancato possesso per quattro giorni (anche non consecutivi) del super green pass attestante l'obbligo fa infatti scattare, a partire dal quinto giorno, la sospensione dal servizio e dallo stipendio. E sono previste sanzioni da 400 a 1.000 euro per i datori di lavoro pubblici e privati che non controllano. La misura vale fino al 15 giugno 2022. Di seguito, una guida con domande e risposte per fare chiarezza sui temi del super green pass, vaccinazione e lavoro.

Cosa cambia con l'entrata in vigore del decreto legge 1/2022 del 7 gennaio?

A partire dall'8 gennaio 2022 e fino al 15 giugno, l'estensione dell'obbligo vaccinale è prevista per tutti coloro che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età. Dal 15 febbraio 2022, per i lavoratori pubblici e privati che abbiano compiuto 50 anni, sarà necessario possedere ed esibire il green pass rafforzato per l'accesso ai luoghi di lavoro.

L'obbligo è solo per il ciclo primario di vaccinazione?

No, l'obbligo è per coloro che alla data del 1° febbraio 2022 non abbiano iniziato il ciclo vaccinale primario, non lo abbiano completato nei termini previsti dal ministero della Salute (ventuno giorni per il vaccino Pfizer e ventotto per il vaccino Moderna) e coloro che al 1° gennaio non abbiano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo primario entro i termini di validità del green pass precedentemente ottenuto.

L'obbligo vaccinale vale solo per gli over 50?

No, vale anche per altre categorie. Dal 1° febbraio 2022 l'obbligo vaccinale è diventato attivo anche per il personale delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il vaccino era già obbligatorio per il personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, militari, forze di polizia e di soccorso pubblico e da ancor più tempo per il personale sanitario e delle residenze sanitarie assistenziali.

Chi lavora in smart working è sottoposto all'obbligo di green pass? E a chi spettano i controlli?

Tutti i lavoratori over 50 e appartenenti alle categorie sottoposte all'obbligo devono vaccinarsi, ma quando il lavoratore svolge la propria attività in regime di smart working non è obbligatorio controllare il suo green pass. Il controllo da parte del datore di lavoro è previsto solo quando vi è un accesso ai luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro può delegare il controllo dei green pass?

Sì, con una specifica delega scritta. È preferibile nominare almeno due delegati per ogni unità produttiva, in modo tale che venga sempre assicurata l'attività di verifica e controllo dei green pass anche in caso di assenza di un delegato.

Cosa deve fare il datore di lavoro se un lavoratore è entrato in azienda senza green pass, oppure con un green pass falso?

Se il lavoratore è entrato nel luogo di lavoro eludendo i controlli, il datore di lavoro deve allontanare il dipendente e inviare una segnalazione alla prefettura ai fini dell'applicazione della sanzione amministrativa relativa. L'azienda può anche attivare un procedimento disciplinare in quanto il dipendente ha adottato condotte contrarie alla legge.

I lavoratori under 50 potranno comunque accedere al luogo di lavoro con un green pass base?

Sì.

Quando scatta l'obbligo di green pass rafforzato per accedere in azienda? E fino a quando è previsto?

A partire dal 15 febbraio 2022 per gli over 50 e per tutti coloro che compiranno 50 anni entro il 15 giugno 2022.

Cosa devono fare i lavoratori che non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute?

Il decreto del governo stabilisce che l'obbligo vaccinale non sussiste in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell'assistito o dal medico vaccinatore. In questi casi la vaccinazione può essere omessa o differita. In caso di esenzione, il datore di lavoro non potrà sospendere il lavoratore ma dovrà assegnargli mansioni diverse (anche smart working) senza sospensione della retribuzione.

Si può sostituire un lavoratore senza green pass rafforzato?

Per tutte le aziende, fino al 15 giugno 2022, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore. La sospensione è senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per la durata corrispondente l'azienda può stipulare un contratto di lavoro per la sostituzione, per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili fino al termine del 31 marzo 2022.

Quali sono le sanzioni previste per lavoratore e datore di lavoro in caso di prosecuzione dell'attività senza green pass rafforzato?

I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto degli obblighi di legge e, in mancanza di tale controllo, si applicherà la sanzione amministrativa che va da 400 a mille euro. Per i dipendenti, nel caso di accesso in azienda senza green pass rafforzato si applicherà la sanzione amministrativa da 600 a 1.500 euro, ferme restando le eventuali conseguenze disciplinari.

Cosa deve fare il lavoratore che riceve un avviso di sanzione (cento euro) da parte del ministero della Salute?

Nel caso riceva l'avviso di procedimento ha dieci giorni di tempo per comunicare all'Asl eventuali certificati che attestino l'esenzione dall'obbligo. L'Asl ha altri dieci giorni per verificare la validità della documentazione e trasmettere all'Agenzia delle entrate un'attestazione che certifichi l'insussistenza dell'obbligo vaccinale o l'impossibilità ad adempiervi. In caso contrario, l'Agenzia delle entrate invierà entro 180 giorni un avviso di addebito immediatamente esecutivo. Si può fare opposizione presso il giudice di pace. Se si fa ricorso, però, c'è il rischio di essere condannati anche al pagamento delle spese di giudizio in caso di una sentenza non favorevole. Le somme ricevute dalle multe ai no vax over 50 saranno periodicamente versate dall'Agenzia delle entrate-riscossione a un apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo emergenze nazionali.

Cosa fare se il green pass di un lavoratore, risultato idoneo durante un primo controllo, a seguito di una successiva verifica a campione apparisse non più valido?

Il lavoratore con green pass scaduto durante l'orario di lavoro (ma valido all'accesso), può continuare a lavorare e ha diritto ad essere retribuito per la giornata intera. Una faq del governo precisa che la scadenza del green pass durante l'orario di lavoro non necessità l'allontanamento del lavoratore. Dal giorno successivo, ovviamente, il green pass non sarà più valido e quindi l'accesso sul posto di lavoro è interdetto.

Il controllo del green pass rafforzato per gli over 50 per accedere al luogo di lavoro deve essere effettuato anche per i clienti, fornitori e consulenti esterni?

Va effettuato su tutti coloro che entrano in un luogo di lavoro per motivi professionali, compresi quindi i collaboratori esterni o i dipendenti di ditte che effettuano manutenzione.

fonte Today.it

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