Abusi sessuali a una minore disabile, scontro sulla perizia che dovrà stabilire la capacità di testimoniare

L'uomo, assistente scolastico di Rocca di Capri Leone, è agli arresti domiciliari dal 13 marzo scorso. Era una amico di famiglia. La disputa tra difesa e pm

Avrebbe subito abusi sessuali da un amico di famiglia. Per giunta minore e con deficit cognitivi. Una vicenda scioccante che risale al 13 marzo scorso, quando gli agenti di polizia del commissariato di Capo d’Orlando, coordinati dal vicequestore aggiunto Carmelo Alioto, sotto il coordinamento della procura di Patti, diedero esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip ed arrestarono un uomo, originario di Milazzo, ma residente a Rocca di Capri Leone. L’accusa è di violenza sessuale su minore. 

Ora però occorre valutare se la ragazza, una quindicenne, potrà testimoniare. Si è concluso infatti davanti al gip del Tribunale di Patti, l’incidente probatorio sulla perizia relativa alla capacità di testimoniare della minore, affetta da deficit cognitivi. Una perizia che ha già scatenato duri momenti di scontro tra l’accusa, rappresentata dal pm Alice Parialò e la difesa, l'avvocato Decimo Lo Presti.

Il cinquantanovenne, assistente scolastico,  fu  ristretto nel carcere di Barcellona, il 15 aprile scorso. Il gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, concesse i domiciliari.

L’incidente probatorio iniziò il 5 aprile, dopo la richiesta del difensore Lo Presti, avente ad oggetto la sezione peritale, finalizzata a valutare la capacità della quindicenne. Nella richiesta, come si legge nell’atto, il legale chiese: “La perizia psichiatrica al fine di accertare la capacità a testimoniare della persona offesa in relazione alla testimonianza da acquisirsi e valutare se i vissuti emotivi siano compatibili con l’ipotesi di abuso, quindi richiede l’assunzione della testimonianza della persona offesa”.

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Su richiesta delle parti, è stata sentita la dottoressa Gabriella Catanzaro, il perito nominato dal giudice. Il legale ha prospettato un’eccezione di nullità assoluta della perizia, già formulata, in occasione del provvedimento che ha estromesso il consulente di parte, dottor Sergio Chimenz, dalla partecipazione alle attività peritali. A questo punto il procedimento proseguirà con la restituzione degli atti al pm, perché decida come procedere riguardo all’azione penale. Sull’indagato, attualmente agli arresti domiciliari, pende la decisione della Cassazione riguardo al ripristino della misura degli arresti in carcere, dopo che la pubblica accusa ha presentato ricorso alla Suprema Corte. 

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