Cronaca

Protesta all'Amam degli ex dipendenti Feluca, Puccio: "Forse speravano in altri privilegi"

Il presidente risponde al sindacato sui quattro lavoratori sospesi dopo la protesta per aver svolto mansioni superiori: “Occorre difendere la meritocrazia. In una azienda, oltre i diritti ci sono doveri”. Il caso

Dopo l'attacco, la replica non si fa attendere. Ieri la Filctem Cgil aveva accusato l'Amam di mettere da parte i suoi dipendenti che aveano protestato 
per aver svolto mansioni superiori e diverse dalla loro qualifica contrattuale. "Se qualcuno si azzarda a rivolgersi ad un avvocato - ha puntualizzato il segretario generale Pino Foti - viene sospeso dal Funzionigramma, ovvero lo strumento che detta appunto mansioni e incarichi dell’ente“. Il sindacato ha parlato di un precedente pericolissimo per il rispetto dei lavoratori, puntanto il dito contro il modus operandi del presidente dell'Amam Salvo Puccio.

L'attacco della Cgil

Ed è proprio quest'ultimo a replicare al duro attacco lanciato dalla Cgil. "Andare a stabilire diritti e doveri in un'azienda - spiega Puccio a Messina Today -  determina sempre qualche disequilibrio. I quattro dipendenti Amam avevano già diffidato il sottoscritto allorquando erano stati interessati da una turnazione agli sportelli che, come i messinesi ahimé sapranno, soffrono di tempi d'attesa troppo lunghi e quindi vi ho posto rimedio. Purtroppo alcuni dipendenti ritengono che in un'azienda vi siano solo diritti, e nessun dovere nei confronti dei cittadini e questo, mentre Amam è in una fase di profonda ristrutturazione, determina queste prese di posizione che lasciano il tempo che trovano".

Al centro della vicenda ci sarebbero quattro impiegati provenienti dalla Feluca, la societa? mista per la rete civica, posta anni fa in liquidazione da Palazzo Zanca. Un passaggio avvenuto nel 2016 e sul quale Ispettorato del Lavoro e guardia di finanza avevano effettuato delle indagini. Erano, infatti, emerse alcune irregolarità e false attestazioni. Tutto era partito dalla denuncia di un lavoratore che aveva lamentato all’Ispettorato il demansionamento, per una qualifica riconosciuta con criteri discrezionali ad altri dipendenti. 

"Evidentemente - sottolinea Puccio -  l'essere passati dalla cooperativa Feluca ad Amam per assunzione diretta ha inculcato negli stessi quattro dipendenti la convinzione che ulteriori privilegi potevano essere ottenuti in maniera gratuita. Io non posso riconoscere alcunché a nessun dipendente se non per trasparente ed equa procedura concorsuale".

Per Puccio si tratta quindi di una polemica sterile. "Mi meraviglio - precisa -  dell'appoggio del sindacato che dovrebbe difendere il principio sacrosanto della meritocrazia in luogo delle ingiustificate richieste di livelli più elevati del relativo contratto che, per legge, devono essere riconosciuti per concorso dando la possibilità a tutti i dipendenti di parteciparvi".

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