Cani a rischio trasferimento, scatta la protesta: "Non sono pacchi, servono nuove strutture"

Il sit-in di animalisti e volontari a Palazzo Zanca. Dito puntato contro il bando del Comune che prevede il trasferimento delle bestiole. Minutoli: "Benessere degli animali in cima ad ogni cosa, lavoriamo per nuovi rifugi"

Animalisti, volontari e semplici cittadini in protesta contro il paventato rischio di trasferimento di circa 450 cani. La protesta con cori e slogan si è tenuta davanti a Palazzo Zanca e ha visto in prima linea gli operatori del canile Millemusi, del rifugio Don Blasco e del rifugio di Santa Margherita, insieme a Federambiente. Oggetto della discordia è il bando che l'amministrazione comunale ha pubblicato con cui è previsto di spostare in altre sedi, anche extraregionali, le bestiole per liberare le già carenti strutture cittadine.

"I cani non sono pacchi - ha detto la volontaria Lucia Alonci - sappiamo che il bando presentato è legale ma manca l'aspetto umano che è quello più importante. Noi del rifugio Don Blasco siamo riusciti a dare in adozione oltre 100 cani in dieci anni, basterebe poco per svuotare tutta la struttura. Non capiamo perché una città grande come Messina abbia un solo canile. Ma non si può risolvere il problema deportando gli animali".

C'è chi è pronta anche ad azioni di eclatanti di protesta come la volontaria Giusy Torre. "Ho superato i 70 anni, ma sono qui per manifestare contro il trasferimento. I cani sono esseri viventi che soffrono e vanno tutelati". 

Sulla questione è poi intervenuto l'assessore al Benessere degli Animali Massimiliano Minutoli. "E' inutile fare discussioni se non conosciamo ancora chi si aggiudicherà il bando, tutto al momento è campato in aria, si sta facendo il processo a una situazione che non c'è. Lo spostamento dei cani è garantito da un decreto legislativo, ma l'impegno a tutelare il loro benessere non è mai mancato in questa amministrazione. Per le bestiole del rifugio Don Blasco troveremo situazioni adeguate".

Minutoli è poi tornato sulla carenza di strutture idonee. "Purtroppo abbiamo avuto difficoltà nel reperimento di terreni in cui costruire anche per vincoli normativi. Non c'è alcun immobilismo, con il dipartimento Urbanistica abbiamo individuato alcune aree agricole per realizzare un rifugio sanitario ed avviare una campagna di sterilizzazione che l'Asp ancora non ha fatto. Vogliamo una struttura nostra con un veterinario del Comune". 

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