Cronaca

Il nodo sicurezza blocca ancora i cantieri di servizio, i Rup: "Senza garanzie non si riparte"

Operai ancora fermi da lunedì. Si attendono i primi riscontri dalle indagini di polizia e Ispettorato del Lavoro. Due esponenti di Palazzo Zanca in missione a Palermo. Il 56enne ferito durante i lavori alla "Cannizzaro - Galatti" resta in gravissime condizioni

Resta gravissimo l'operaio dei cantieri di servizio rimasto ferito lo scorso 10 ottobre mentre lavorarava alla scuola "Cannizzaro-Galatti". Il 56enne lotta tra la vita e la morta nel reparto di Rianimazione del Policlinico, le sue condizioni sono stazionarie. 

Intanto, continua la sospensione ad oltranza di tutti gli interventi previsti dall'agenda dei cantieri di servizio. Lunedì Palazzo Zanca ha deciso di fermare tutto, nel rispetto di quanto avvenuto e alla luce anche delle indagini che polizia e Ispettorato del Lavoro stanno svolgendo.

Finora a tutti i lavoratori coinvolti è stato comunicato che i cantieri resteranno sospesi almeno fino a venerdì.

Ma per rivedere all'opera le squadre di operai in giro per la città potrebbero essere più lunghi. I responsabili del procedimento, infatti, avrebbero comunicato la loro intenzione di non far ripartire i cantieri prima di ricevere adeguate garanzie sulle norme da rispettare in merito soprattutto alla sicurezza.

E proprio il tema sicurezza resta centrale in tutta la vicenda. A pochi giorni dall'incidente la Uil, con una nota dei segretari Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo, aveva sottolineato come il 56enne fosse impegnato in un'attività che non gli competeva. Il sindacato ha puntato il dito contro l'amministrazione comunale, chiedendo il rispetto delle leggi e delle norme in materia di sicurezza e prevenzione”. 

A riguardo, nella giornata di ieri due esponenti di Palazzo Zanca si sarebbero recati a Palermo, per discutere anche delle eventuali sanzioni che potrebbero scattare.

I lavoratori nelle prossime ore riceveranno i primi pagamenti per le loro attività iniziate il mese scorso. Ma, qualora il blocco dei cantieri continuasse, potrebbero essere liquidati i primi dieci giorni di ottobre senza attendere la fine del mese.                                                                                                                                                                                                                                                    

Intanto, il consigliere comunale Libero Gioveni critica la decisione di fermarei cantieri.

"Se da un lato è certamente legittimo verificare che le norme sulla sicurezza nel lavoro vengano scrupolosamente rispettate - spiega Gioveni - dall'altro viene da chiedersi come mai queste verifiche non siano state fatte per tempo. Non é possibile - prosegue il consigliere - che per eventuali 'deficit amministrativi' causati da qualcuno o per mera superficialità da parte di altri nella gestione o nella fase propedeutica all'avvio dei cantieri, a pagare debbano essere sempre degli incolpevoli cittadini disoccupati che peraltro, nella fattispecie, avevano atteso anche troppo di poter attingere da questa piccola boccata di ossigeno".

Gioveni invita alla massima celerità tutti gli attori coinvolti  nella definizione delle verifiche di legge sulla sicurezza "affinché si possano riprendere tutte le attività, molte delle quali peraltro stavano risultando parecchio utili alla collettività".

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