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Scade la diffida del Mit al Consorzio autostrade, si rischia la revoca della concessione

Il Cas non ha adempiuto alle contestazioni per le centinaia di difformità contestate negli ultimi anni. Dai sindacati dito puntato sulle misure di sicurezza

Scade fra pochi giorni il termine ad adempiere trasmesso dal Ministero Infrastrutture al Consorzio per le Autostrade Siciliane quattro mesi fa. La diffida del Mit invita a risolvere tutta una serie di criticità, circa seicento,  che riguardano difformità nella manutenzione delle autostrade pena la decadenza della concessione.

Pochi giorni dunque per approntare lavori che richiederebbero diversi mesi. Basta un breve sguardo alle condizioni delle varie tratte autostradali e alla stessa gestione dei Caselli per comprendere che la più volte annunciata revoca della concessione appare dunque ormai inevitabile.

La diffida,  trasmessa al Cas il 30 giugno scorso e è firmata dal direttore generale della vigilanza concessione autostradale Felice Morisco, arriva dunque alla scadenza proprio mentre si fa sempre più pressante da parte del governo nazionale di arrivare alla revoca della concessione come più volte dichiarato dal sottosegretario pentastellato Giancarlo Cancelleri.

Una decisione motivata dalle gravi carenze “tecniche, amministrative e contabili del Cas”.

A fare il paio con le contestazioni anche i sindacalisti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Lata che che hanno messo nero su bianco una dura denuncia presentata alla Direzione Generale per la vigilanza sulle concessioni del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, all'Ispettorato del Lavoro di Messina, al prefetto di Messina, all’assessore alle Infrastrutture della Regione Sicilia Marco Falcone sul mancato rispetto delle norme di sicurezza in particolare ai caselli.

I sindacati ricordano che il MIT dispone a tutte le società di “garantire, in ogni caso e per l'intero arco delle 24 ore, la presenza fisica di personale di esazione in ogni stazione (barriera/casello)”; tale presenza – continua il MIT – “laddove ritenuta non necessaria alla singola porta, dovrà essere garantita come presidio fisico nell'ambito della stazione in grado di intervenire in caso di necessità per l'utenza ed in aggiunta al controllo e assistenza da remoto”.

“Denunciamo frequenti impresenziamenti di barriere e caselli sulle autostrade siciliane A20 e A18. Nei turni notturni questi presidi vengono spesso lasciati abbandonati senza “presenza fisica” di personale di esazione che è indispensabile a garantire la funzionalità delle operazioni e la sicurezza dell'utenza in caso di necessità.  Caselli ad alta frequentazione sia sull'autostrada Palermo - Messina che Messina- Catania, come Cefalù, Castelbuono Tusa e Sant'Agata Militello, Giarre, come riscontrabile dai turni di servizio dallo scorso mese di giugno, risultano a volte senza personale dalle 22 alle 6 del mattino. 

Criticità dovute a evidenti carenze di organico di esazione –scrivono i segretari Carmelo Garufi, Lillo D’Amico, Angelo Passari e Salvatore Cordaro. Ma, nonostante le ripetute segnalazioni, il Cas ha deciso di non affrontare il problema. I sindacati, infatti, da tempo denunciano il mancato confronto sulle piante organiche per colmare la carenza di personale di esazione e sulle trasformazioni dei tanti contratti ancora part time in full time. «I vertici del Cas restano immobili e silenti ed eludono il confronto anche davanti la Prefettura. Il Cas va persino contro le disposizioni del Ministero, mettendo a repentaglio i servizi e la sicurezza dell’utenza».

Le organizzazioni sindacali diffidano il Cas e chiedono il rispetto delle disposizioni ministeriali e chiedono a tutti gli organi competenti di avviare i necessari controlli nei confronti dell'operato del Consorzio Autostrade per verificare e accertare le irregolarità. Alla Regione, soprattutto, a cui spetta la vigilanza sulla concessionaria Cas, si chiede un maggiore responsabilità.

I sindacalisti sollecitano anche la votazione all’Ars per la trasformazione del Cas in ente economico.

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