Offese al giornalista Capuano, Daspo anche per esponente politico

La questura ha emesso i provvedimenti di divieto d'ingresso al Franco Scoglio per lo striscione contro il giornalista al derby tra Acr e Fc Messina, coinvolto anche il consigliere comunale Pierluigi Parisi che si dichiara estraneo alle contestazioni

Lo striscione offensivo contro il giornalista Marco Capuano

Sei Daspo emessi dal questore Calvino per lo striscione offensivo contro il giornalista sportivo di Gazzetta del Sud Marco Capuano. E tra i sei raggiunti dal provvedimento anche il consigliere comunale Pierluigi Parisi, eletto nel 2018 nelle fila del centrodestra. Divieto d'ingresso all'impianto sportivo. In attesa dell'ufficialità dalla questura le indagini della polizia sono andate avanti su quanto avvenuto a inizio novembre allo stadio Franco Scoglio durante il derby tra Acr e Fc Messina. Era stato esibito uno striscione offensivo contro Capuano. Assostampa e Ordine dei giornalisti si erano schierati accanto al cronista in attesa che la questura facesse chiarezza sulla vicenda. In giornata l'ufficialità degli atti. 

Le sanzioni sono scattate anche per uno striscione offensivo nei confronti del presidente del Fc Messina Rocco Arena.

Striscione offensivo, Assostampa accanto a Marco Capuano 

Aggiornamento 12 dicembre ore 13,28

Il consigliere comunale Pierluigi Parisi, via social, respinge le accuse: "E' con profondo stupore che ho appreso di essere stato colpito da un provvedimento di Daspo, per fatti, certamente spiacevoli, verificatisi all’interno dello stadio Franco Scoglio, in occasione dell’incontro calcistico A.C.R. Messina-FC Messina, data 3 novembre 2019. Trattasi di una vicenda che mi vede del tutto estraneo. Chi mi conosce sa che amo da sempre lo sport ed il calcio in particolare e che la violenza, in ogni sua forma e manifestazione, non mi appartiene. Mai, quindi, avrei immaginato di poter essere coinvolto in vicende di questo genere. Probabilmente ho peccato di ingenuità, forse di superficialità, ma è certo che non è mai stata mia intenzione arrecare offesa ad alcuno. È per queste ragioni che, pur con il rispetto da sempre nutrito nei confronti della Autorità, non posso esimermi dal respingere l’addebito e chiedere che si faccia chiarezza sull’accaduto. E ciò anche al fine di bloccare sul nascere eventuali strumentalizzazioni della vicenda. Ho, quindi, già conferito mandato al mio legale di fiducia perché, previo accesso agli atti, chiarisca i fatti che, ripeto, mi vedono del tutto estraneo". 

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