Cronaca

Danni per il cablaggio a Montepiselli, Cerreti annuncia class action contro Open Fiber ma è un errore

L'esponente del Movimento Liberi Insieme ha “rimediato” con una errata corrige attribuendo stavolta le responsabilità a Telecom e Fastweb. Ma il danno era già “in rete”. Presa di posizione dell'azienda che ha già denunciato intimidazioni nei cantieri sfociati in provvedimenti cautelari

“Oltre dieci intimidazioni subite dalle ditte che operano per conto di Open Fiber in città. Atti delinquenziali, resi già noti all’amministrazione comunale e denunciati all’autorità giudiziaria sfociati in provvedimenti cautelari emessi nel maggio scorso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ed eseguiti dai carabinieri della Compagnia Messina Centro”.

Lo denuncia Open Fiber, l’azienda che nella sola città di Messina sta investendo in proprio 23 milioni di euro per il cablaggio interamente in fibra ottica di oltre 95mila unità immobiliari, dopo l’ennesimo attacco subito per presunti disguidi nei cantieri riferibili alle ditte incaricate.

In sintesi è accaduto che alcuni danni causati da altre ditte che lavorano sempre per il cablaggio in città siano stati erroneamente attribuiti a Open Fiber. La vicenda aveva già costretto i vertici dell’azienda a chiarire che non aveva mai operato in quella zona e che dunque i danni causati non potevano in nessun modo essere loro imputati.

Ma proprio ieri, un comunicato stampa del movimento Liberi Insieme, firmato dal capogruppo Roberto Cerreti, ha riproposto l’errore annunciando addirittura una class action contro Open Fiber su sollecitazione degli abitanti di via Gelone in Montepiselli,  “per aver con il comportamento omissivo delle ditte subappaltatrici, responsabili dei danni alla condotta idrica e della chiusura dei chiusini di distribuzione idrica, provocato enormi disagi agli abitanti della suddetta zona, costretti a rimanere senza approvvigionamento idrico per ben 3 giorni, ovvero da giovedì 5 settembre 2019, sino alla domenica successiva”.

Poche ore dopo, Cerreti manda un nuovo comunicato come errata corrige. Stesso contenuto e accuse ma in questo caso attribuite a Fastweb e Telecom.

Troppo tardi per alcuni giornali online che ormai avevano rilanciato la notizia.

Da qui la presa di posizione di Open Fiber “che apprende con stupore – si legge in una nota - della paventata class action nei suoi confronti promossa da un comitato di residenti della zona di Montepiselli. Come già precisato nelle scorse settimane, Open Fiber ribadisce che nell’area di via Gelone non sono presenti cantieri riferibili a ditte incaricate dalla stessa Open Fiber. È quindi del tutto arbitraria, non verificata e gravemente lesiva dell’immagine aziendale l’attribuzione a Open Fiber di criticità e disservizi ascrivibili ad altri soggetti. L’azione promossa dal comitato cittadino e rilanciata dagli organi di stampa rappresenta un potenziale danno reputazionale nei confronti di un’azienda che nella sola città di Messina sta investendo in proprio 23 milioni di euro per il cablaggio interamente in fibra ottica di oltre 95mila unità immobiliari”.

Ma l’aspetto più inquietante delle vicenda riguarda adesso le intimidazioni denunciate dall’azienda a Messina e sfociati in provvedimenti cautelari a maggio. Intimidazioni che sarebbero continuate e che insieme alle contestazioni “politiche” hanno “costretto” Open Fiber a prendere di nuovo posizione riservandosi “di intraprendere ulteriori azioni a tutela della propria immagine”.

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