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Cronaca

Limosani o Spatari? L'Università sceglie il rettore: è il giorno dello spoglio

Si avvicina la meta per i candidati dopo giorni di polemiche, accuse incrociate e l'ennesimo scandalo che ha travolto l'ateneo. Serve la maggioranza assoluta

Comincia stamani lo spoglio per il secondo turno elettorale che porterà un nuovo rettore all’Università di Messina. La corsa è a due tra Michele Limosani, ordinario di Politica economica, e Giovanna Spatari, ordinaria di Medicina del lavoro. Servono circa 600 voti, 599, al netto delle schede nulle, la maggioranza assoluta. In caso contrario si andrà al ballottaggio il primo dicembre e basterà la maggioranza relativa. Importante la partecipazione al voto, l’88,53 per cento, in pratica 1197, 17 in più rispetto al primo turno.

Le operazioni di scrutinio cominceranno alle ore 8.30 e quello che si profila è un duro testa a testa fra i due candidati e una vittoria da una parte o dell’altra per una manciata di voti con tutto quello che questo significa in una università che ha mostrato una profonda spaccatura fra il gruppo che fa capo all’ex rettore uscente Salvatore Cuzzocrea che sostiene la Spatari e i navarriani che tifano per l’economista Limosani. La partita si gioca tutta su quei 125 voti del candidato che si è ritirato, l’ex prorettore Giovanni Moschella, per allearsi con la Spatari e che secondo i sostenitori di Limosa non potranno tutti confluire sulla docente di medicina del lavoro proprio per l’endorsement di Cuzzocrea costretto alle dimissioni per lo scandalo dei rimborsi milionari finito alla ribalta delle cronache nazionali.

Dopo giorni di polemiche e accuse incrociate, oggi la verità sulla volontà o meno di cambiare rotta in una università che comunque sembra lontana dalla “normalizzazione”. A prescindere dall’esito.

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