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Cronaca

Corsa al rettorato, botta e risposta tra i candidati: "Vogliono proseguire la strada del clientelismo", "Toni inadeguati"

L'economista Limosani commenta l'alleanza tra i due prorettori Moschella e Spatari: "Questo connubio rappresenta la volontà di voler negare il cambiamento, di voler proseguire sulla strada del declino avviato dalla precedente gestione". La replica e i retroscena sull'accordo

L'accordo Spatari-Moschella? Non mi sorprende, sono due facce della stessa medaglia. E' tranchant il commento del candidato rettore Michele Limosani dopo l'ufficialità di un accordo tra i due prorettori dell'ex Magnifico Salvatore Cuzzocrea.

"È la conferma di quanto ho ripetuto in campagna elettorale in queste settimane: si tratta di due facce della stessa medaglia; due componenti del governo di Ateneo uscente che hanno condiviso un’esperienza che ha portato questa comunità alla deriva ed i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti. La crisi reputazionale a cui saremo chiamati a porre rimedio richiederà uno sforzo straordinario, tale è la sua portata", è il commento dell'economista che ha incassato il maggior numero di voti al primo turno.

"La distanza tra la mia proposta e quella degli altri due candidati è emersa con forza e chiarezza anche dall’interlocuzione che in queste ore ho avuto con lo stesso prof. Moschella - rivendica Limosani -  Un incontro sollecitatomi da una serie di componenti del gruppo che sosteneva la sua candidatura; componenti che hanno individuato nel mio programma e nella mia persona una valida alternativa rispetto alle loro aspettative di rilancio dell’Ateneo".

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Limosani mette in evidenza poi alcune contraddizioni: "Moschella, presentatosi quale paladino della discontinuità, forte di dimissioni arrivate dopo cinque anni e mezzo di governo, torna ora rapidamente sui propri passi. Una sorta di gioco dell’oca. Annulla le distanze dalla professoressa Spatari, che nella sua stessa narrazione aveva collocato in piena continuità con il governo Cuzzocrea, ritornando così al punto di partenza: il Rettore uscente di cui è stato vicario. O, magari, dal quel punto di partenza non si è mai veramente mosso e le sue strategie, sin dall’inizio, prevedevano di cercare di drenare il consenso nei miei confronti, per poi arrivare a  questo finale…".

E, ancora: "Nonostante il professore Moschella si fosse proposto quale pacificatore nell’attuale scenario,  oggi chiude un accordo chiedendo, di fatto, l’esclusione da incarichi di governo di colleghi i quali hanno apertamente sostenuto (e stanno sostenendo) la professoressa Spatari. Credo sia ormai evidente la serie di contraddizioni che fanno crollare il castello proposto alla comunità accademica. Cade qualsiasi riferimento di principio, a scapito della logica che vuole come unica motivazione il guadagnare posizioni personali di potere. Questo connubio rappresenta la volontà di voler negare il cambiamento, di voler proseguire sulla strada del declino e del clientelismo avviato dalla precedente gestione. Allo stesso tempo, appare chiaro quanto ripeto sin dall’avvio della campagna: la mia proposta costituisce l’unico, vero atto di discontinuità con quanto accaduto negli ultimi anni. È rispetto a questo che invito la comunità a compiere una scelta di campo netta".

"L’incoerenza dimostrata, da un lato, i valori su cui ho costruito il mio programma dall’altro: il rispetto delle regole e delle persone e la voglia di voltare pagina, mettendoci definitivamente alle spalle il passato. Sono più che mai soddisfatto, a questo punto - conclude Limosani - che al primo turno la comunità accademica abbia riconosciuto la validità della mia proposta e sono certo che mi supporterà in questo ultimo sforzo per raggiungere l’obiettivo lunedì prossimo".

La replica di Moschella

"Limosani descrive ancora una volta una sua personale narrazione di fatti - è la replica di Moschella -  Avevo pubblicamente anticipato, subito dopo l’esito dello scrutinio di ieri, che avrei certamente parlato con gli altri due candidati a Rettore. È, dunque, vero che ho incontrato il prof. Limosani, ma dopo essere stato rincorso e sollecitato per tutta la giornata da tanti suoi sostenitori, a partire dal prof. Pietro Navarra. Ancora, nella sua narrazione, forse perché confuso (e nervoso) nella concitazione della strenua caccia al voto, descrive addirittura – con toni inadeguati al ruolo istituzionale che aspirerebbe a ricoprire - termini di accordi assunti durante l’incontro tra la professoressa Spatari e me, al quale incontro, posso assicurare, Limosani non era presente. Come risulta dal comunicato congiunto di questa mattina e che riflette puntualmente la nostra conversazione tra persone per bene, si è parlato e si è convenuto soltanto su metodi di trasparenza, condivisione delle scelte, improntate a valori di competenza e qualità. Capisco però la difficoltà a comprendere il senso di tali valori per chi è abituato esclusivamente a logiche di divisione e conflitti e di ricerca del consenso fondata su elargizioni di incarichi e di promesse irrealizzabili".

Le condizioni dell'accordo e gli effetti elettorali

Ma non è mancata anche la controreplica di Limosani con un video messaggio alla comunità accademica, ora concentrata sulle condizioni dell'accordo tra Spatari e Moschella e sugli effetti elettorali che questo può avere. Per quanto attiene all'accordo, Moschella potrebbe aspirare al ruolo di direttore generale ma se vuole essere coerente con quanto scritto nella sua lettera di dimissioni da prorettore vicario dovrà chiedere l'allontanamento di parte dei componenti della governance uscente che aveva contestato con toni duri, parlando di "profondo scollamento" e "rapporto di fiducia incrinato". A chi si riferiva? Chi non potrà dunque avere ruoli di responsabilità nella gestione del futuro ateneo. Si tratta di Luigi Chiara e Antonino Germanà o delle professoresse Ida Milone e Giovanna Valenti, prorettori al momento delle dimissioni di Moschella? Di certo l'accordo fra i due, alla luce di questi nuovi equilibri potrebbe dunque rivelarsi un boomerang. Chi ha votato Moschella (125 voti al primo turno) in discontinuità con l'amministrazione uscente e come figura di equilibrio rispetto ai conflitti diffusi nella comunità accademica potrebbe ora avere seri dubbi nel sostenere le indicazioni previste nell'accordo e dunque la Spatari che conta sull'appoggio dalla famiglia Duco-Mondello oltre che dagli ex rettori Salvatore Cuzzocrea  e Franco Tomasello, cognomi che hanno legato l'Università alle pagine più buie della sua storia recente.

E la Spatari chiarisce...

"La convergenza sul programma e il metodo di lavoro tra il prof. Giovanni Moschella e me - chiarisce con una nota la candidata Giovanna Spatari -  viene strumentalmente travisata da taluni come una distribuzione di poltrone o, peggio, come veto posto ad alcuni colleghi di far parte degli organigrammi futuri.  Evidentemente, queste logiche spartitorie non rientrano nei criteri che da sempre hanno indirizzato ogni mia attività, ispirata invece alla massima partecipazione e linearità nelle scelte di un gruppo fin dall’inizio unito e coeso.  Sono convinta che la comunità sia perfettamente consapevole della necessità di un vero 'cambio di passo' finalizzato a realizzare un progetto che veda senza discriminazioni e voglia di rivalsa la partecipazione di tutti coloro che sono animati dal desiderio di dare un contributo alla crescita della nostra comune istituzione e delle sue proiezioni sul territorio".

articolo modificato alle 15.30 e alle 18.30 del 25 novembre 2023 / aggiunta la replica di Moschella e Spatari

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