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VIDEO | Bloccato agli imbarcaderi perché senza Green Pass, la storia di Fabio costretto a vivere in auto

L'agente di commercio diretto a Palermo, dove abita con la sua famiglia, è stato fermato a Villa San Giovanni perché non vaccinato e secondo le nuove normative non può attraversare lo Stretto nemmeno con un tampone negativo. Pronto il ricorso

Bloccato a Villa San Giovanni e costretto a vivere in auto perché sprovvisto del super green pass. È la storia di Fabio Messina, un agente di commercio di Terrasini, che da lunedì è rimasto bloccato dall'altro lato della penisola da cui guarda la Sicilia, consapevole di non poterla raggiungere perché vittima di una pastoia burocratica che consente solo a vaccinati e guariti dal covid di salire a bordo dei traghetti. Una normativa che non ha lasciato deroghe a chi viaggia fra le due sponde, e su cui anche il sindaco Cateno De Luca è intervenuto scrivendo al presidente Mario Draghi per denunciare la violazione del diritto alla circolazione.  

E sarà proprio a partire dalla lesione del diritto del cittadino isolano di libera circolazione all'interno dello Stato che Fabio, difeso dagli avvocati Maura Galletta del foro di Messina e Grazia Cutino del foro di Trapani, presenterà ricorso contro Bluferries. Il 48enne, infatti, è stato costretto a recarsi a Genova l'8 gennaio per motivi di lavoro con la sua auto. Ma non essendo riuscito a tornare il giorno dopo, è stato bloccato a Villa San Giovanni il primo giorno dell'entrata in vigore del decreto. E oltre il danno anche la beffa, perché Fabio non può nemmeno essere accolto da alcuna struttura ricettiva, dove è necessario essere in possesso del super green pass. 

Per Fabio non è rimasto altro che dotarsi di un sacco a pelo e di un materassino per dormire in auto in attesa che l'iter burocratico faccia il suo corso. Pronto a condurre fino in fondo la sua battaglia, l'uomo qualora decidesse di vaccinarsi, comunque dovrebbe attendere almeno 14 giorni prima di poter usufruire della certificazione verde richiesta per traghettare. "Il nostro intervento non è rivolto alla società Caronte&Tourist che tutti i giorni sta chiedendo informazioni sullo stato di salute e sulle necessità di Fabio", precisa il legale Galletta. 

“In macchina posso andare fino al Nord Europa ma non posso tornare a casa", ha concluso amaramente Fabio che ha anche smesso di dormire perché costretto a controllare i suoi averi in quel cubo di lamiere che adesso rappresenta l'unico porto sicuro. 

Il contrasto fra la normativa europea in materia di libera circolazione dei cittadini e il decreto legge, dettato dall'emergenza sanitaria prolungata fino al 31 marzo, potrebbe aprire una grande breccia all'interno di normative che, per quanto riguarda il caso specifico della Sicilia, investono anche i diritti costituzionali e al rispetto della persona umana. Come nel caso degli eoliani bloccati. 

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