Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Giornata mondiale dell’orgoglio LGBTQIA+, a Palazzo Zanca sventola la bandiera arcobaleno

L'iniziativa del Comune per contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Ma l'associazione Liberazione Queer protesta: "Non basta per smentire due anni di attacchi"

Anche Messina partecipa alla giornata mondiale dell’orgoglio LGBTQIA. A Palazzo Zanca sventola infatti la bandiera arcobaleno così come voluto dall'amministrazione comunale a sostegno delle iniziative che le associazioni e gli enti hanno promosso per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, e in qualità di partner della rete Re.a.dy – Rete italiana delle Regioni, Province autonome ed Enti, ha aderito per il tramite dell’Assessore alle Pari Opportunità Laura Tringali, alla Giornata mondiale dell’orgoglio LGBTQIA+ e più in generale al Pride Month. Per l’occasione oggi, 28 giugno, è esposto il drappo Arcobaleno sulla facciata di Palazzo Zanca.

Un gesto simbolico per sensibilizzare alla parità di genere e all’amore in ogni forma, in nome e per la difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+. Giugno è il mese in cui tutto il mondo promuove eventi e parate arcobaleno per la promozione e tutela dei diritti umani di ogni persona. La data del 28 giugno è stata scelta dal movimento LGBTQIA+ mondiale come data simbolo del percorso storico di affermazione dei diritti umani delle persone LGBTQIA+ traendo origini dagli storici “fatti di Stonewall”, avvenuti nella notte del 28 giugno 1969 all’interno del pub Stonewall Inn, uno dei luoghi di ritrovo più popolari per le persone LGBTQIA+di New York. Per la prima volta, in quella notte e in quel luogo, le persone omosessuali e transgender reagirono alle denigrazioni, alle violente irruzioni, ai rastrellamenti e agli arresti da parte della polizia newyorchese a causa del loro orientamento sessuale e/o della loro identità di genere. Simbolicamente i moti di Stonewall sono riconosciuti infatti come l’evento che segnò l’avvio delle rivolte dei non eterosessuali per combattere per i propri diritti.

Ma l'iniziativa dell'amministrazione comunale non è andata giù all'associazione Liberazione Queer+ Messina che punta il dito contro le politiche di inclusione sociale della città.  Di seguito il comunicato integrale.

Il municipio è oggi sede di un'amministrazione che non ha scaricato nient'altro che rogne e attacchi verbali nei confronti della comunità LGBTQ+ messinese, contribuendo al clima di violenza contro di noi. Chissà come avrebbero reagito le persone discriminate che hanno partecipato ai moti di Stonewall del ‘69 davanti alle privatizzazioni, al maschilismo e ad altre forme di oppressione perfettamente incarnate nel sindaco e nella sua giunta in questi anni di mandato” dichiara Salvatore Bertino di Liberazione Queer+ Messina.

L’associazione si chiede cosa direbbero l* attivist* di allora di chi si lava le mani degli attacchi goliardici conditi da commenti razzisti e classisti contro le persone senza fissa dimora, blitz sessisti contro l* sex workers (culminati con una lettera firmata da 90 donne contro questo gesto) e la crociata contro "il fanatismo dell'ideologia" dopo aver revocato l'autorizzazione al Pride 2019.

Neanche gli assessori ne escono bene da questa vicenda: torna alla mente quando Trimarchi si fece notare per il suo commento transfobico su Carola Rackete ("da com'è vestita sembra un trans"), uscendo e rientrando nei circoli della giunta nel silenzio amministrativo oppure quando la Tringali mosse la sua battaglia contro “la lobby gay” dichiarando "i comunisti col rolex vogliono la mia testa". Da ultimo l'architetto Principato che ha definito "ostentazione di cattivo gusto" il bacio fra Achille Lauro e Boss Doms a Sanremo.

Questa non è una dimostrazione di rispetto nei nostri confronti, ma un'operazione di rainbow-washing volta ad illudere la popolazione. Non ci stiamo ad usare la bandiera Arcobaleno come fazzoletto per ripulirsi la coscienza, se questa amministrazione vuole cambiare rotta allora faccia qualcosa di concreto per le persone LGBTQ+ messinesi invece di sbandierare l'adesione alla rete Ready senza fare niente sul territorio. Per qualche suggerimento, siamo sempre a disposizione” conclude Giovanna Letizia della Consultoria Queer di Messina, sportello contro la violenza di genere e contro la comunità LGBTQ+ aperto quest’anno dall’associazione.

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