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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Il presidente Mattarella contestato dai pacifisti: "No alla guerra e al riarmo"

Tensione di fronte al Teatro Vittorio Emanuele a pochi minuti dall'arrivo del capo dello Stato. Cori, striscioni e padelle con un obiettivo: "Ritroviamoci per le strade, riprendiamoci cura delle nostre umanità, delle nostre terre, delle nostre possibilità"

Tensione sul corso Garibaldi, di fronte al Teatro Vittorio Emanuele, a pochi minuti dall'arrivo del presidente Sergio Mattarella a Messina per il premio Bonino Pulejo. A dieci minuti dall’ingresso è esplosa la  contestazione contro la guerra, il riarmo e contro la base Nato di Sigonella.

“La Sicilia è più bella senza Muos e Sigonella“, "Siamo qui per contestare Mattarella", i cori urlati dal gruppo di manifestanti con tanto di striscione, volantini e pentole per creare rumore e attirare l'attenzione su un tema riesploso prepotentemente con la guerra in Ucraina.

Il gruppo aveva già annunciato la manifestazione. "L'assemblea - si legge nella pagina facebook Stretto LibertAria - è un mezzo per costruire in maniera orizzontale e autogestita un percorso di opposizione alla guerra, che crediamo possibile, se solo lo vogliamo; ma anche un fine in sé, per uscire da un isolamento sociale sempre più pressante. Ritroviamoci per le strade, riprendiamoci cura delle nostre umanità, delle nostre terre, delle nostre possibilità". La protesta è durata qualche minuto, porima dell'arrivo della polizia.

Messina è sempre stata protagonista nelle prese di posizione contro la guerra con storici attivisti impegnati a favore del disarmo.Il 3 aprile è tornato in città Antonio Mazzeo, che ha partecipato alla manifestazione di pace e solidarietà contro la guerra "Stop The War - Facciamo la Pace #nowarinukrain", promossa da diverse associazioni italiane, così come già accaduto durante la guerra in ex Yugoslavia.

La Carovana della Pace ha fatto ingresso a Leopoli - ha fatto sapere Mazzeo - dove sono state scaricate tonnellate di aiuti umanitari raccolte da tante associazioni italiane. Tanti i profughi che sono giunti con la Carovana in Italia. Nello specifico hanno raggiunto il nostro paese 180 persone, in prevalenza donne e bambini provenienti da Dnipro, che sono stati accolti da comitati di accoglienza locali.

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