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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca

Lavoro, in 12 mesi 114 vittime: la Sicilia in zona rossa

Crescono drammaticamente anche le denunce totali di infortunio. I dati dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega

"Dopo appena due mesi il 2022 riporta già un tragico bollettino per le morti sul lavoro. Sono infatti 114 le vittime: 10 decessi in più rispetto a febbraio 2021, in una situazione in cui la pandemia da Covid influisce sempre meno sugli infortuni sul lavoro. Contemporaneamente crescono drammaticamente anche le denunce totali di infortunio (+47,6%). È la prima istantanea che rappresenta l'insicurezza sul lavoro in Italia. Una proiezione sconfortante che non basta però a riprodurre correttamente l'emergenza. Perché è l'indice di incidenza della mortalità -cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa- a descrivere esattamente e obiettivamente l'emergenza, regione per regione".

Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, introduce così l'ultima indagine e zonizzazione del rischio di morte per i lavoratori. Ed ecco allora colori diversi per situazioni diverse. A finire in zona rossa al termine del primo bimestre del 2022, con un'incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale (l'indice di incidenza medio è 3,7 morti ogni milione di lavoratori) sono Molise, Toscana, Sicilia e Marche. In Zona Arancione: Lombardia, Campania, Abruzzo, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. In Zona Gialla: Sardegna, Veneto, Puglia e Umbria. In Zona Bianca: Lazio, Friuli, Liguria, Piemonte, Basilicata, Calabria e Valle D'Aosta. Ma numeri assoluti e incidenze producono graduatorie differenti.

E così a guidare quella del maggior numero di vittime in occasione di lavoro è la Lombardia (20), regione con la maggior popolazione lavorativa in Italia. Seguono: Toscana (10), Emilia-Romagna (otto), Sicilia, Campania e Veneto (sette), Lazio (sei), Puglia (quattro), Marche (tre), Molise, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Sardegna e Piemonte (due), Friuli Venezia Giulia, Liguria e Umbria (uno). Da gennaio a febbraio 2022 sono 114 le vittime sul lavoro registrate in Italia; di queste, sono 85 quelle rilevate in occasione di lavoro (invariate rispetto a febbraio del 2021), mentre sono 29 quelle decedute a causa di un incidente in itinere (erano 19 nello stesso periodo del 2021), probabile conseguenza della ripresa degli spostamenti per recarsi da casa a lavoro rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, in cui il Covid limitava ancora le attività produttive. Ed è il settore Trasporto e Magazzinaggio a contare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 13 (erano due nel primo bimestre del 2021. Seguono: Costruzioni (sette), Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli (cinque), Attività manifatturiere (quattro), il Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese e Sanità e assistenza sociale (tre). La fascia d'età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (34 su un totale di 85).

Ed è proprio in questa fascia d'età che si rileva anche l'indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati (7,4). L'incidenza di mortalità minima è invece nella fascia di età tra 25 e 34 anni, (pari a uno), mentre nella fascia dei più giovani, ossia tra 15 e 24 anni, l'incidenza risale a quattro infortuni mortali ogni milione di occupati. Questo conferma ancora un dettaglio fondamentale nell'analisi dell'emergenza: le fasce di età dei più giovani e, soprattutto dei lavoratori più maturi ed esperti, sono quelle più a rischio di infortunio mortale. Aspetto da tenere in considerazione vista la propensione del legislatore di posticipare l'età di pensionamento. Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nel primo bimestre 2022 sono sette su 85. In sei invece hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 9. Il martedì è il giorno della settimana in cui si è verificato il maggior numero di infortuni mortali. Le denunce di infortunio totali sono in aumento (+47,6%). A febbraio 2021 erano 82.634 mentre a febbraio 2022 sono 121.994 (39.360 in più); ben 19.786 di queste sono registrate nel settore Sanità e Assistenza Sociale. Ancora significativa la variazione delle denunce di infortunio in occasione di lavoro nel Settore Trasporto e Magazzinaggio: sono 11.225 a fine febbraio 2022, ma erano 3.191 a fine febbraio 2021 (+252%). Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane nei primi due mesi del 2022 sono state 58.004, quelle dei colleghi uomini 63.990. La zonizzazione utilizzata dall'Osservatorio Sicurezza Vega dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo una scala di colori. Bianco: regioni con un'incidenza infortunistica inferiore al 75% dell'incidenza media nazionale Giallo: regioni con un'incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell'incidenza media nazionale ed il valore medio nazionale Arancione: regioni con un'incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale ed il 125% dell'incidenza media nazionale Rosso: regioni con un'incidenza infortunistica superiore al 125% dell'incidenza media nazionale.

Fonte: Dire

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