Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Messina senz'acqua, monta la protesta: "Emergenza gestita in modo dilettantistico, vertici Coc e Amam da azzerare"

Mentre Gioveni chiede di rinviare il prossimo stop per i lavori, il consigliere La Fauci punta il dito: "Le 24 ore di stop si sono trasformate in 72 o forse di più. Si dimettano oggi stesso"

Diventa inevitabilmente politica la polemica sul blackout idrico per i lavori di efficientamento della condotta che da Fiumefreddo porta l'acqua al serbatoio Montesanto e dunque alla rete cittadina. Lo stop all'erogazione idrica annunciato per 24 ore venerdì scorso non ha prodotto i risultati sperati. A lavori conclusi più o meno nei tempi stabiliti i rubinetti restano a secco in molto zone della città facendo registrare numerose proteste di cittadini esasperati al Coc che - concluse le attività - rimanda all'Amam per la segnazione dei disservizi.

Sui disagi patiti dalla popolazione interviene anche  il consigliere della terza circoscrizione Alessandro Geraci, che denuncia la mancata erogazione idrica per il quarto giorno consecutivo a Camaro alta. Dura la presa di posizione anche di Giandomenico La Fauci, vice presidente del Consiglio comunale e consigliere di Ora Sicilia che parla di "emergenza idrica gestita in modo dilettantistico e di vertici Coc e Amam da azzerare".

Tutte le zone ancora senz'acqua, monta la protesta

"Un fallimento totale - scrive La Fauci -  Il piano per la riparazione delle strutture dell’acquedotto Fiumefreddo è già fallito. Alla sua prima messa in pratica, infatti, possiamo dichiarare, senza ombra di dubbio, che nessuna scadenza sia stata rispettata. L’idea di poter bloccare l’erogazione dell’acqua per 24 ore in cui compiere tutti gli interventi del caso, semplicemente, non funziona. Siamo già al quarto giorno da quello dell’inizio dei lavori e in tantissime zone della città l’acqua non è tornata. Ho ricevuto decine di segnalazioni di cittadini completamente a secco da venerdì, con l’aggravante di non aver potuto usufruire del servizio di rifornimento programmato dal Comune di Messina.  Sono stati alcuni esercizi commerciali ad avere la peggio, costretti alla mancata apertura per rispetto delle norme igieniche e dei propri clienti. Proprio svariati negozianti, poi, hanno segnalato come le autobotti non siano mai giunte nei pressi dei loro esercizi. Allo stesso modo, inoltre, fatti simili vengono denunciati da cittadini comuni".

Secondo il consigliere la situazione di disagio disarmante,  spiega chiaramente come il piano dell’amministrazione, insieme ad Amam e Coc - il centro operativo comunale - "sia totalmente fallimentare. Le 24 ore si sono trasformate in 72 o forse di più. Le risposte sono rimaste frammentarie, molte sono state le “promesse” di interventi ma nei fatti sono stati pochissimi quelli realmente avvenuti".

"Ancora nella giornata di lunedì nella zona di Faro Superiore l’erogazione dell’acqua non è stata ripristinata - scrive La Fauci - in altre zone del centro è stata presente per non più di un paio d’ore. Inoltre, chi nella mattina di lunedì si è rivolto al Coc per usufruire del servizio di autobotte si è sentito rispondere che per loro l’emergenza era da considerarsi conclusa, quindi il servizio non era più attivo. Come è possibile pianificare scientemente la sospensione dell’erogazione dell’acqua per così tanto tempo? Oltre agli esercizi commerciali e ai disagi dei cittadini, poi, vanno considerate tutte quelle famiglie in cui sono presenti condizioni mediche delicate e che hanno dovuto fare i conti anche con una carenza di questo tipo. La drammaticità della situazione non si riassume in questi giorni di scadente gestione, ma nel fatto che saranno altre sei le giornate di operazioni programmate. È davvero pensabile il ripetersi di condizioni del genere? Il Comune di Messina può garantire che il prossimo mese il tutto verrà risolto in sole 24 ore?  Personalmente, quanto visto in questa circostanza basta già: serve una presa di responsabilità dei diretti interessati che dovrebbero fare un passo indietro ufficiale. Il Centro operativo comunale e l’Amam hanno ampiamente dimostrato di non saper gestire una situazione del genere. Si dimettano i vertici, oggi stesso. Siamo tutti consapevoli che i lavori previsti siano necessari e debbano essere eseguiti - conclude - Questo, però, non significa che chi amministra si possa permettere mancanze di tale portata sulla pelle della cittadinanza".

E la preoccupazione è ora per le altre date già fissate di fermo per consentire ulteriori lavori di efficientamento. La prossima è quella del 15 dicembre anche se si registra già la richiesta di rinvio da parte del consigliere comunale Libero Gioveni in quanto troppo a ridosso delle festività e dunque - se gestita nello stesso modo - doppiamente ingestibile per i cittadini e in particolare per le attività commerciali.

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