Morte di Maria Paola e Willy, Arcigay: “Serve una legge per fermare tanta violenza”

Il presidente Rosario Duca e la segretaria Giada Galletta chiedono l'impegno dell'assessore per le Pari opportunità: “Bandiere a mezz’asta in segno di lutto e condanna contro qualsiasi azione violenta”. Il 19 settembre un momento di rilessione

Willy Monteiro Duarte e Maria Paola Gaglione

La vicenda di Maria Paola, la giovane ragazza uccisa dal fratello per l’amore che provava per il suo Ciro, un ragazzo trans, così come l’omicidio di Willy, “ucciso dalla ferocia di chi non accettava le sue non italiche origini” confermano che in Italia ci sono realtà non ancora accettate, comprese e soprattutto non c’è rispetto per il prossimo.

E’ l’amara considerazione di Arcigay Messina che chiede alla Giunta ed al Consiglio Comunale di “approvare un ordine del giorno sulla legge contro l’omobilesbotransfobia e la Misoginia, che possa essere da stimolo per una pronta discussione in Parlamento e riavviare i percorsi intrapresi con la precedente amministrazione per un corretto linguaggio di genere all'interno delle istituzioni che rappresentano”.

L'inseguimento in scooter, i caldi del fratello poi la caduta: così è morta Maria Paola

La nota, indirizzata all’assessora alle Pari opportunità del Comune e per conoscenza al sindaco di Messina, comincia con una citazione di Samuel Butler: “Poco importa chi e cosa odiamo purché odiamo”. Parole quantomai attuali anche nel 2020.

“L’odio verso l’altro con le conseguenti azioni violente sta, in questi ultimi tempi, conoscendo il picco - scrive il presidente di Arcigay Rosario Duca e la segretaria Giada Galletta di Arcigay - e lo dimostrano le continue aggressioni fisiche o verbali verso chi ha il colore della pelle diverso o chi ha un orientamento sessuale non conforme al pensiero unico. Come Arcigay negli ultimi tempi, anche nella nostra città, siamo dovuti intervenire presso le istituzioni per denunciare atti di cyberbullismo omobilesbotransfobico nei confronti di persone appartenenti alla comunità LGBT+. Possiamo quindi comprendere quanto il quadro sia assai poco confortevole e il clima di odio, instillato anche da politici irresponsabili dal linguaggio squadrista, getta nel panico quanti o quante si sentono vulnerabili. Purtroppo il colpevole silenzio delle Istituzioni non aiuta chi ogni giorno sta in trincea per combattere ogni forma di discriminazione. Il dibattito parlamentare sul tema è stato imprudentemente rimandato e non abbiamo certezze su quando riprenderà. Ma é evidente a tutti quanto sia ormai indispensabile ed indifferibile. Le singole amministrazioni, coi loro assessorati alle pari opportunità, possono e devono dare un segnale forte – continua la nota - Per questo sollecitiamo la neo-assessora al ramo, come impegno vero (in discontinuità con l’immobilismo di chi l’ha preceduta), di attuare tutte quelle iniziative atte a contrastare ogni forma di discriminazione”.

Arcigay ricorda come in molte altre città d’Italia (Messina inclusa), sabato 19 settembre, grazie all’impegno di liberi cittadini, sono stati organizzati dei momenti per ricordare Willy e Maria Paola e chiede di disporre che le bandiere esposte a Palazzo Zanca vengano poste a mezz’asta in segno di lutto, e nel contempo condanni qualsiasi azione violenta, razzismo, omolesbobitransfobia e misoginia.

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“Auspichiamo il vero cambio di passo (come ama ripetere il primo cittadino) sulla gestione delle pari opportunità a Messina e questo si può verificare a partire da piccoli gesti come quelli che chiediamo”.

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