Cronaca

Risse, rapine ed estorsioni: condannata la banda sgominata dall'operazione Flower

La sentenza di rito abbreviato per i 12 imputati. Estorsioni e minacce agli imprenditori della movida costretti ad assumere buttafuori graditi all'organizzazione. Tutti i nomi e i dettagli

Sono stati condannati ad un totale di più di 70 anni di carcere i dodici componenti della banda criminale che terrorizzava la movida messinese organizzando risse a tavolino nei locali per estorcere denaro agli imprenditori e costringerli ad assumere buttafuori a loro graditi. Una vera e propria organizzazione sgominata da Dda e squadra mobile lo scorso novembre con l'operazione Flower. 

I nomi e le condanne

Al termine del processo con il rito abbreviato, il gup Tiziana Leanza ha letto la sentenza. Sono stati condannati Kevin Schepis a 13 anni e 4 mesi, Giuseppe Esposito 11 anni e 10 mesi, Giovanni De Luca 12 anni e 2 mesi, Giovanni Lo Duca, 11 anni e 8 mesi, Eliseo Fiumara 6 anni e 4 mesi, Domenico Mazzitello e Vincenzo Gangemi 6 anni e 8 mesi ciascuno. Sono stati inoltre condannati Andrea Fusco 1 anno e 4 mesi, Placido Arena, 1 anno e 8 mesi, Cristian Messina 1 anno e 4 mesi, Antonino Rizzo 1 anno e 10 mesi e Giuseppe Cardia 3 mesi e 10 giorni.

Il pm Roberto Conte aveva invocato condanne che andavano dai 16 all'anno e mezzo di carcere. I legali degli imputati, gli avvocati Antonello Scordo, Salvatore Silvestro, Giuseppe Carrabba, Tino Celi e Giuseppe Bonavita, presenteranno ricorso in Appello. 

Rigettata, invece, la richiesta di patteggiamento per la rapina di un tabacchino presentata da Giuseppe Surace che verrà giudicato in un'altra sentenza. I

L'operazione Flower

Il questore Vito Calvino aveva definito il gruppo criminale agguerrito e pericoloso, protagonista da fine 2017 al giugno 2019 di estorsioni e rapine cruente. Gli investigatori hanno riconosciuto un modus operandi di puro stile mafioso, pur non contestando il reato di associazione.

Al centro degli interessi del clan c'era la movida. I componenti realizzavano profitti estorcendo denaro ai gestori dei locali più affollati dai giovani come il M'Ama, il Palcò, l'Officina o il Golden Beach. Qui avvenivano le "risse pilotate" che spesso coinvolgevano ignari avventori e determinavano la chiusura del locale interessato per motivi di sicurezza. 

A capo della banda c'erano Giovanni Lo Duca e Giovanni De Luca, quest'ultimo ancora ricercato dalla polizia. Erano loro a manovrare i fili servendosi di personaggi di fiducia che materialmente compivano i reati. Tra le assunzioni imposte con le minacce quelle dei buttafuori Domenico Mazzitello e Vincenzo Gangemi.

L'esecutore principale era Kevin Schepis, già fermato per la rapina a una tabaccheria di viale Europa avvenuta il mese scorso. A lui sono contestate anche cruente aggressioni fisiche e lesioni personali ai danni delle vittime finite nella trappola estorsiva. 

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