Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Commissari ispettivi a Barcellona, per i sindacati è "conflitto di interesse"

I "Medici dirigenti" puntano i riflettori sulle nomine dei commissari interni al "Cutroni Zodda" e sul trasferimento della dottoressa Laquidara a Lipari. Il commissario Cardia risponde alle accuse dicendo che "è stato un incarico a cui non potevo dire di no"

Anomala composizione della commissione ispettiva interna dell’Asp di Messina, nominata dal dirigente Paolo La Paglia per i fatti accaduti all'ospedale di Barcellona, e perplessità sul trasferimento a Lipari della dottoressa Felicia Laquidara. Sono queste le due problematiche denunciate dal Coordinamento di Azione sindacale "Medici dirigenti" che in una lunga nota entra nel merito dei recenti fatti al nosocomio della provincia. Nello specifico i sindacalisti spiegano che "il dottor Paolo Cardia e il dottor Antonino Giallanza non avrebbero dovuto farne parte per vero e proprio conflitto d’interesse", scrivono. 

Giallanza sarebbe "titolare di due incarichi dirigenziali incompatibili tra loro che lo pongono in evidente conflitto d’interesse proprio con sé stesso. Infatti, egli risulta essere Risk Manager dell’ASP di Messina e contemporaneamente Dirigente Medico Responsabile del Presidio di Sant’Agata di Militello, quindi controllore e controllato da sé stesso", sottolineano. Ed essendo, inoltre, "gerarchicamente sotto ordinato e quindi alle dipendenze dell’altro componente Cardia, direttore del dipartimento Cure Ospedaliere, questo fatto priva Giallanza delle garanzie di libertà di giudizio", aggiungono. 

Cardia, inoltre, è " Direttore del Dipartimento Cure Ospedaliere e quindi con responsabilità dirette sulla gestione igienico-organizzativa di “tutti” i presidi ospedalieri dell’Asp di Messina non può essere anch’egli controllore di se stesso", denunciano i sindacalisti. Ma a rispondere tramite MessinaToday è lo stesso Cardia. "Non sono io a decidere di far parte di una commissione ispettiva, ma lo decide il direttore generale e devo ottemperare a questa regola", sottolinea il medico. "Per me è solo una incombenza ma non vedo alcun conflitto da parte di nessuno. Nel mio caso specifico, poi, lavoro a Milazzo quindi non vedo nessuna incompatibilità con le valutazioni sull'operato a Barcellona", conclude. 

Ulteriore "illegittimità" ci sarebbbe, secondo il sindacato, nel trasferimento a Lipari di Felicia Laquidara, dirigente medico del presidio di Barcellona. "Il direttore dice che non si tratta di punizione ma di una semplice ottemperanza al disposto della commissione governativa che si è occupata del recente “caso Lipari”. Se così fosse non avrebbe in nessun caso potuto sostituire la dott.ssa Laquidara a di Barcellona (Covid Hospital  dell’Asp di Messina!) con Giuseppe Cucuzza che è dirigente medico di Urologia, questo proprio per le stesse ragioni invocate per trasferire la prima al Presidio ospedaliero di Lipari. Ciò rappresenta una grave e forse anche pericolosa incongruenza", scrivono i sindacati. Cocuzza, infatti, pur essendo specializzato in "igiene e tecnica ospedaliera" è stato assunto dall'Asp per la sua specializzazione in urologia e, senza una procedura specifica, non può essere dirottato ad altra specializzazione. "Non ce ne voglia il bravissimo collega ma non ha i requisiti di legge previsti ovvero la specializzazione nella medesima disciplina oggetto dell’incarico di direzione medica di presidio, né la sua disciplina è equivalente o equipollente", denunciano ancora. 

Il conferimento dell'incarico alla dottoressa Laquidara, inoltre, è stato dato senza alcun avviso pubblico interno, spiega ancora il sindacato. "Non ci sono gli estremi per procedure urgenti, come quelle poste in essere dal Direttore Generale che non ha tenuto in alcun conto regolamenti aziendali, norme e direttive, forse pensando di esserne al di sopra", aggungono. "Stante le criticità denunciate si chiede un immediato intervento al fine di ricondurre nell’alveo della legittimità l’Asp di Messina e restituire sicurezza e serenità ai cittadini/utenti del territorio messinese e agli stessi operatori sanitari. L’attuale livello di inefficiente gestione dell’Asp di Messina che si è aggravata a dismisura negli ultimi due anni è sotto gli occhi di tutti. Ci domandiamo tante altre cose, e, non convinti, stiamo esaminando la situazione curriculare del dottore Paolo La Paglia, come già abbiamo fatto in precedenza per l’ex sirettore sanitario Domenico Sindoni che a tutt’oggi è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria", concludono. 

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