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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Ospedale Papardo, notte di follia al pronto soccorso: paziente aggredisce medici e infermieri e spacca tutto

Picchiata anche la guardia giurata che è dovuta ricorrere a sua volta alle cure mediche. Le difficoltà legate alla mancanza di posti letto in città per i malati psichiatrici. Runci del 118: "Ci facciamo sempre carico dei Tso entro le 48 ore. Servizio a scapito di pazienti che rischia la vita"

Notte di follia al pronto soccorso dell’ospedale Papardo dove si è registrata l’ennesima aggressione al personale sanitario. 

Un paziente psichiatrico di circa 70 anni in condizioni psicomotorie alterate dopo l'ennesima notte passata al nosocomio in attesa di essere trasferito in struttura adeguata per ricevere il trattamento sanitario obbligatorio (si trovava al pronto soccorso da sabato mattina) è andato in escandescenza di struggendo vari oggetti della struttura (porta, audio citofono del triage e sedia) picchiando operatori sanitari medici e guardia giurata che è stata costretta a ricorrere a sua volta alle cure mediche con sette giorni di prognosi. 

Atteso invano l’arrivo delle forze dell’ordine, nonostante le ripetute chiamate di aiuto. Non è la prima volta che gli operatori si trovano a dove le affrontare situazioni del genere.  Una questione che si intreccia con la carenza di posti letto ordinari, compresi quelli psichiatrici. In questo momento come psichiatria non ci sono posti disponibili in nessuna struttura ospedaliera di Messina.

Come conferma il direttore della centrale operativa del 118, Domenico Runci a MessinaToday. “Proprio in queste ore ci hanno chiesto un trasferimento di pazienti psichiatrici dal Papardo all’ospedale di  Giarre, e un altro da Patti ad Augusta – spiega Runci – questo tipo di spostamenti implica un impegno che priva la città o la macroarea anche per oltre quindici ore di ambulanze a scapito di pazienti che rischiano la vita. I Tso, tra l’altro, si possono fare solo se ci sono ambulanze medicalizzate, e con le carenze ormai notorie è facile comprendere quali sono le difficoltà. Fermo restando che il 118, fra la miriade di funzione, ha a carico entro le 48 ore come previsto per legge anche il trasporto di pazienti psichiatrici. Fino ad oggi le abbiamo effettuate tutte entro i termini previsti ma è chiaro che possiamo intervenire solo quando sono esaurite le emergenze urgenze. Vorrei mettere in evidenza due aspetti – continua Runci- in questo momento a Messina non ci sono posti di psichiatria disponibili. Al Piemonte, una quindicina di posti sono stati all’epoca soppressi, al Policlinico non vengono utilizzati, l’unico è il Papardo. Questo vuol dire che dobbiamo spostarci in provincia, se ci va bene a Taormina se non addirittura a Sciacca. E’ un lavoro immane e ci sono grandi difficolta per la centrale operativa che deve fronteggiare queste carenze oltre l’attuale pandemia. Non si capisce però il motivo di impegnare il 118 delle emergenze urgenze quando ci sono strutture ospedaliere dotate di ambulanze e personale sanitario che potrebbe anche fare questo servizio”.

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