Cronaca Milazzo

Commerciante di Milazzo pestato a sangue e sfregiato, arrivano le condanne per tre palermitani

La missione punitiva allo svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra a giugno dello scorso anno. Gli imputati pretendevano il pagamento di una multa e di una partita di pesce mai consegnato perchè sequestrato dalla Finanza

Lo hanno rapinato e pestato a sangue. La vittima, un commerciante di pesce di Milazzo, 41 anni che dovrà fare  i conti tutta la vita con lo sfregio permanente sul viso che gli ha lasciato quella drammatica esperienza.

Era il 29 giugno dello scorso anno quando il commerciante ha subito la violenza con gravi lesioni, percosso con una chiave inglese ed un bastone. Gli furono sottratti duemila euro in contanti, cellulare e furgone, mentre si trovava, in prossimità dello svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra, proveniente dal mercato ittico di Porticello.

Sono stati i carabinieri della Compagnia di Mistretta, in collaborazione con i colleghi di Bagheria, a chiudere il cerchio sulla rapina violenta perpetrata ai danni del commerciante ed eseguirono, lo scorso 8 febbraio,  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta del pm, Alessandro Lia, nei confronti di tre palermitani: Filippo Fazio, 46 anni di Bagheria, Francesco Asciutto, 33 anni di Bagheria, e Salvatore Calafiore, 40 anni di Aspra, tutti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di “rapina aggravata, lesioni personali gravissime, aggravate dall’uso di corpi contundenti e porto di strumenti atti ad offendere”.

Il giudice pattese, Andrea La Spada, riconosciuta la contestata recidiva nei confronti di  Asciutto e Fazio, esclusa nei confronti di Calafiore, ha condannato i tre alle rispettive pene finali: Francesco Asciutto a 6 anni di reclusione ed 1.800 euro di multa, Salvatore Calafiore a 4 anni e 6 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa e Filippo Fazio a 6 anni e 8 mesi di reclusione ed a 3.333 euro di multa, oltre il pagamento delle spese processuali.

Dalle risultanze investigative è emerso che la vittima conosceva i suoi aggressori e che si sarebbe trattata di una vera e propria spedizione punitiva per il mancato pagamento di un tonno rosso che avrebbe dovuto essere consegnato al commerciante. La vittima raccontò che alcuni mesi prima avrebbe dovuto ricevere a domicilio un tonno del valore di circa 900 euro. In prossimità del casello di Milazzo, però, la Finanza sequestrò il furgone ed il pesce, multando il trasportatore per 8 mila euro.

Il pesce quindi finì al macero, ma, ciò nonostante, il trasportatore richiese all’acquirente, il commerciante  milazzese, il pagamento della merce e la somma corrispondente al verbale elevato dalla Guardia di Finanza. L’acquirente accetta di pagare il tonno, mai consegnatogli, ma si rifiuta di rimborsare l’importo del verbale, di 8 mila euro. Con la scusa della consegna di un nuovo ordine, la notte tra il 28 e il 29 giugno, il fornitore di Bagheria, con l’aiuto di altri due soggetti, programmò e mise  in atto la spedizione punitiva con connessa rapina a scopo risarcitorio che si concluderà con il quarantunenne di Milazzo, riverso sanguinante sull’asfalto della rotonda nei pressi dello svincolo di Santo Stefano.

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