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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Esplosione nella fabbrica di Barcellona, a processo i tre indagati

Il gup ha disposto due rinvii a giudizio e un rito abbreviato. A giugno l'udienza. La tragedia nel novembre 2019 costò la vita a cinque persone

Inizierà a giugno il processo per i tre indagati in seguito all'esplosione nella fabbrica di giochi pirotecnici di Barcellona Pozzo di Gotto che nel novembre 2019 causò la morte di cinque persone. Il gup della città del Longano Antonino Orifici ha disposto, su richiesta della Procura, il rinvio a giudizio per Vito Costa, titolare della fabbrica, e Antonino Bagnato della ditta che in quei giorni stava eseguendo i lavori. Entrambi verranno processati il prossimo 23 giugno. Rito abbreviato invece per Corrado Bagnato, titolare della stessa ditta "Bottega del ferro" che sarà in aula il prossimo 16 giugno. I tre furono posti agli arresti domiciliari nel gennaio 2021 con diverse accuse tra cui quelle di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. 

Parte civile i familiari delle vittime, difesi dagli avvocati Paolo Pino, Cettina Triscari e Pina Rita Bruno.

La vicenda

Nnel pomeriggio del 20 novembre 2019, all’interno dello stabilimento industriale per lo stoccaggio e la lavorazione di fuochi pirotecnici “Costa Vito e figli”, un’esplosione provoca la morte di 5 persone ed il ferimento di altre due.

Nell'opificio, esteso su un’area di circa 13.000 mq, composto da dodici strutture indipendenti, costituite da pilastri e travi in cemento armato, denominati caselli, destinati allo stoccaggio ovvero alla lavorazione di prodotti pirotecnici, erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura produttiva prescritti dalla Commissione Tecnica Territoriale per le Sostanze Esplodenti, finalizzati ad elevare gli standard di sicurezza del sito mediante l’installazione apposite di grate di protezione in tutti i caselli destinati al deposito di materiale attivo.

I lavori erano stati appaltati da Vito Costa alla ditta “Bottega del Ferro” dei Bagnato che stava impiegando 5 operai tra cui Antonino Bagnato. Intorno alle ore 16,30, nei pressi dei caselli numero 7 e 8 si verificavano delle esplosioni in sequenza che provocavano la morte di Giovanni Testaverde, Mohamed Tahar Mannai, Fortunato Porcino e Vito Mazzeo operai della ditta “Bottega del Ferro” e di Venera Mazzeo, moglie di Costa, il ferimento di Antonino Bagnato e Antonino Costa tutte persone che si trovavano nei pressi dei citati caselli 7 e 8.

Le esplosioni provocavano un fortissimo boato percepito a grande distanza e facevano divampare un vasto incendio che si propagava all’interno dello stabilimento sollevando una fitta coltre di fumo notata dai Carabinieri della Stazione di Castroreale che intervenivano per primi sul posto cinturando la zona ed allertando i soccorsi con l’intervento dei Vigili del Fuoco di Milazzo che riuscivano ad arginare il vasto incendio e dei sanitari del 118 che prestavano le prime cure ai feriti. Inoltre, nei giorni seguenti, si è reso necessario l’intervento del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo, che ha bonificato l’area facendo brillare i manufatti pirotecnici rimasti nel sito.

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