Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Incentivi progettuali al Cas, testimonianza fiume del colonnello Rua su truffe e mazzette

Prossima udienza il 26 novembre con il controesame del responsabile della Dia che coordinò le indagini. A giudizio 55 persone fra dipendenti e dirigenti

E’ durata dalle 9 del mattino alle 6.30 del pomeriggio la testimonianza fiume del colonnello Giuseppe Rua della Direzione investigativa antimafia all'udienza del processo sugli incentivi progettuali al Consorzio Autostrade che si è svolta nell'aula bunker del carcere di Gazzi. In aula il colonnello a capo del pool che ha messo a punto l’operazione Tekno2 - che nel 2017 ha portato alla sospensione dalle funzioni per sei dipendenti e il sequestro ad altri sei ex dirigenti, che nel frattempo erano andati in pensione o erano tornati nelle loro amministrazioni d'origine -  per aver percepito incentivi progettuali anche per appalti di servizi - allora espressamente esclusi dagli incentivi, così come segnalato dal direttore generale Maurizio Trainiti al presidente Rosario Faraci.

In tutto, il numero degli indagati che furono iscritti nel fascicolo erano 58, accusati a vario titolo dei reati di peculato, truffa e falso. A giudizio sono invece sono finiti in 54 dipendenti più l'avvocato Antonino Gazzara all'epoca dei fatti commissario straordinario che risponde per omissione di atti di ufficio. 

Una testimonianza fiume quella del colonnello che ha ricostruito le tappe della sua indagine punto per punto ma ci si è fermati all’esame del teste che non ha potuto riferire sui vari progetti incriminati perché si tratta di valutazioni efettuate dai consulenti del pubblico ministero che saranno sentiti successivamente.

Prossima udienza il 26 novembre con il controesame del colonnello Rua sull’indagine che ha travolto vari funzionari e dipendenti del Cas che avrebbero intascato ingenti somme di denaro pubblico sfruttando il sistema degli incentivi. Ci sarebbero decreti di liquidazione per incentivi relativi alla redazione di progetti che non sarebbero mai neanche iniziati. L'inchiesta Tecno2 è una tranche dell'inchiesta Tekno che portò anche anche all'arresto di Letterio Frisone e del dipendente Filadelfio Scorza (tutt'oggi sospesi dal servizio) e  di un gruppo di imprenditori.

Tutti gli imputati

Carmelo Cigno, Carmelo Indaimo, Letterio Frisone, Antonio Lanteri, Antonio Liddino, Stefano Magnisi, Corrado Magro, Angelo Puccia, Gaspare Sceusa, Alfonso Edoardo Schepisi, Anna Sidoti, Antonino Spitaleri, Giovanni Arnao, Baldassarre Arrigo, Agostino Bernava, Francesca Bongiorno, Amedeo Branca, Orazia Campanino, Mariano Calderone, Antonino Cannatella, Anna Marina Carbone, Lucia Cicero, Baldassarre Ciraolo, Costantino Crisafulli, Paolo Currò, Santo D’Amico, Antonino D’Arrigo, Amedeo Finocchiaro, Nino Gazzara, Giovanni Giaimo, Francesco Giardina, Giacomo Giordano, Vincenzio Irrera, Antonino La Corte, Giovanni Nicola Lania, Giuseppe Lanzafame, Maria Lo Nostro, Mario Lo Turco, Ernesto Maddocco, Antonino Mamazza, Serafina Martorana, Clorinda Mifa, Alberto Offerente, Domenico Perone, Carmelo Pintaudi, Giuseppe Potenzone, Giuseppe Rotondo, Filadelfio Scorza, Angelo Sottile, Pietro Antonino Urso, Giovanni Uscenti, Barbara Vinci, Walter Zampogna, Salvatore Zumbino, Paolo Rinauro.

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