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Talpe in procura, assolti in appello l'agente Lavina e Brigandì

La Corte ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Maria D'Angelo e il luogotenente della Finanza Francesco Giusti

Assoluzione in Appello per l'agente in servizio alle Volanti Natale Lavina e Antonino Brigandì perché il fatto non sussiste, dichiarato dalla Corte il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Maria D'Angelo e il luogotenente della Finanza Francesco Giusti, quest'ultimo soltanto per rifiuto di atti di ufficio. Si è svolto oggi lo stralcio del procedimento "talpe in procura", con imputazioni per Lavina e Brigandì (già assolto nel procedimento originario) condannati in primo grado dalla prima sezione collegiale presieduta da Letteria Silipigni a un anno di reclusione ritenuti responsabili del reato di accesso abusivo al sistema informatico. Giusti era imputato di rivelazione di segreto d'ufficio, rifiuto di atto di ufficio e di favoreggiamento con condanna alla pena di due anni e tre mesi e D'Angelo alla quale veniva contestata una ipotesi di calunnia posta in essere ai danni di Fausto Filocamo.  La Corte d’Appello, presieduta da Carmelo Blatti (a latere Sagone e Cannizzaro) ha riformato la sentenza di primo grado confermando nel resto la sentenza. Giusti e D'Angelo erano difesi dall’avvocato Silvestro, Brigandi e Lavina dall’avvocato Cacia, la Parte civile dall’avvocato Corrado Rizzo. 

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