Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Centro

Musica a tutto volume, lavori stradali e marciapiedi occupati: "Così il centro storico è diventato invivibile"

La protesta dei residenti contro la mancanza di regole e il degrado nel "salotto buono" della città. L'appello all'amministrazione di un Comitato e un gruppo civico

L'allentamento delle misure anti-Covid ha ripopolato la città e soprattutto il suo "salotto buono". Ma sono proprio i residenti del centro storico a farsi sentire attraverso le continue segnalazioni sul degrado e la mancanza di regole. A raccoglierle è il Comitato "Centro storico vivibile" e il gruppo di iniziativa civica "RispettoMessina" . Tante le problematiche riscontrate: dai marciapiedi occupati da auto e strutture dei locali, alla musica a tutto volume fino rumorosi ai lavori di pulizia e scerbatura effettuati in piena notte.

"Denunciamo - si legge nella lettera -  una situazione di abbandono, che sta facendo diventare una ampia porzione del territorio urbano, che dovrebbe essere fondamentale per il "modo di essere" della città, e quindi tutelata e valorizzata, in un'area sempre più Invivibile a causa del caos che vi regna sovrano. Una invivibilità che deriva da tanti fattori, fra cui vanno annoverati anche interventi o mancati interventi dell'attuale amministrazione comunale. Non comprendiamo, difatti, in base a quale programmazione il centro città, da tempo, è sottoposto ad una sorta di stato d'assedio con lavori pubblici di vario tipo che si sovrappongono, e che creano disagi alla circolazione stradale, ed anche ai residenti a causa dell'utilizzo, sia di giorno che di notte, di mezzi che procurano inquinamento ambientale ed un forte impatto acustico. Ne comprendiamo perché i lavori di pulizia e spazzamento delle strade principali vengano fatti in piena notte e fino all'alba e oltre, con l'utilizzo di attrezzi e mezzi molto rumorosi, che disturbano e impediscono il riposo delle persone. Ne crediamo possa definirsi vivibile una vasta area della città che presenta la poco edificante immagine di cumuli di sacchetti di rifiuti e di carrellati posti in prossimità di abitazioni ed esercizi commerciali, o di rifiuti sparsi, che con il caldo possono provocare problemi igienico-sanitari. Non comprendiamo inoltre come possa giovare alla vivibilità l'occupazione di spazi pubblici, quali stradine o piazzette, compresi interi marciapiedi, che non consente il passaggio dei pedoni e delle persone diversamente abili, con l'aggravante che, in diversi casi, anche la sede stradale adiacente è occupata da strutture fisse".

"E va anche evidenziato - proseguono i due movimenti -  il modo con cui viene interpretata da molti la tanta auspicata 'riapertura', che non può significarsi come un passaggio dalla zona bianca ad una zona franca in cui vigga l'anarchia.  Una condizione di disagio, che viene vissuta proprio dai residenti del centro cittadino che è ridiventato teatro di una movida selvaggia e senza regole, in cui non si tiene più conto di regolamenti ed ordinanze vigenti, data l'assoluta latitanza di chi ha emesso tali disposizioni e dovrebbe farle rispettare.  E così la ripresa viene caratterizzata da musica diffusa a tutto volume con amplificatori esterni, o con rituali consumistici autodistruttivi, o con l'assoluta mancanza di orari di chiusure per i vari esercizi e la relativa conseguenza del disturbo del riposo notturno.  E questa scarsa vivibilità generalizzata ha già avuto i primi effetti, con l'abbandono del centro storico da parte di tanti residenti e la trasformazione di diversi appartamenti residenziali in strutture ricettive.  Ma non vorremmo pensare che dietro tutti questi elementi negativi ci sia un disegno perverso di penalizzazione dei residenti del centro storico cittadino, per perseguire una sorta di omogeneizzazione territoriale, all'insegna di un becero populismo che si nutre di divisioni e demonizzazioni sia individuali che di categorie e gruppi sociali. Populismo cui fa sempre seguito, da noi come altrove, quel prevalere di quei comportamenti di arroganza, di prevaricazione e di inciviltà che sono in netto contrasto con l'invito del nuovo Questore di Messina alla necessaria ripresa di quel "gusto della legalità" che apprezziamo e condividiamo". 

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