Cronaca

Protesta dei ristoratori a Milazzo: “Non resteremo fermi a vedere morire le nostre attività”

Il Comitato chiama a raccolta il popolo delle partite Iva per la manifestazione del 13 maggio in via Marina Garibaldi. E sulla deputazione regionale: “Si limita a recepire ed eseguire direttive lasciando inascoltate le gravi difficoltà che le nostre imprese”

Il comitato ristoratori della Città di Milazzo convoca e promuove, nella giornata di giovedì 13 maggio alle ore 11 in via Marina Garibaldi nei pressi della statua “Luigi Rizzo”, una manifestazione pacifica e assemblea di protesta che coinvolga tutte le partite iva e i lavoratori colpiti dalla cattiva gestione pandemica ed economica siciliana, che ha messo in ginocchio le tante attività che ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta dal governo regionale in termini di riaperture, sostegni e progettualità.

“Ad essere colpiti non sono soltanto i settori di ristorazione, wedding, palestre e cultura – spiega il comitato - ma, a distanza di più di un anno, resta coinvolta l’intera economia locale di cui ne sono esempio le attività di abbigliamento, estetica, parrucchieri, spettacolo e intrattenimento, ecc”.

Il comitato chiama in causa i deputati eletti nel territorio. “Il nostro urlo vuole sottolineare il fallimento della deputazione regionale eletta nella nostra provincia, che si limita a recepire ed eseguire le direttive nazionali e regionali lasciando inascoltate le gravi difficoltà che le nostre imprese stanno subendo da troppi mesi – si legge nel comunicato - La nostra regione, ad oggi, si trova ancora in zona arancione nonostante un RT medio inferiore a molte aree del resto del paese, che invece hanno avuto la possibilità di ricominciare da diverse settimane. Le persone coinvolte in questa crisi sistemica rappresentano una grande fetta della nostra società, che comprende famiglie, persone e giovani che stanno pagando un prezzo elevato con conseguenze permanenti in termini economici e sociali, dei quali nessuno ad oggi sembra preoccuparsi. E’ proprio per questo – concludono - che non riteniamo adeguate le misure fino ad oggi prese da una classe politica troppo distante dai veri problemi dei territori in cui è stata eletta”.

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