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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

“Oggi nell’isola il diritto alla salute è negato”, la Cgil scende in piazza per difendere la sanità pubblica

Manifestazioni nelle principali città della Sicilia per chiedere il rilancio del servizio sanitario pubblico. A Messina il sit in al Papardo. Le rivendicazioni e le prossime tappe della protesta

Manifestazioni della Cgil Sicilia e delle categorie dei dipendenti pubblici e dei pensionali, Funzione pubblica e Spi, si sono svolte stamani nella principali città della Sicilia, davanti ospedali e Asp, per chiedere il rilancio del sistema sanitario pubblico in modo da  garantire il diritto alla salute a tutte e tutti. Il sindacato chiede “più risorse e più personale per ricostruire la sanità pubblica”, oggi gravata da pesanti problemi. Dalle liste d’attesa interminabili, alla chiusura di interi reparti, dai Pronto soccorso affollati alle carenze della medicina del territorio: questi alcuni dei principali problemi che si trovano ad affrontare i cittadini. In una sanità con  strutture insufficienti,  carenza di personale medico e paramedico, un’organizzazione  non ottimale a causa anche di “un piano sanitario regionale mai varato- dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, oggi presente alla manifestazione di Catania- soffocato dalla beghe di spartitorie in corso nella regione per le poltrone dei manager.  Non è accettabile di dovere assistere alle beghe di un ceto politico - ha sottolineato- che guarda alla sanità come strumento per alimentare clientele, malaffare e ruberie. Soprattutto oggi che sono a disposizione risorse del Pnrr che devono essere utilizzate per far fare al sistema un salto di qualità". 

VIDEO | Taglio miliardario per gli ospedali, De Luca al Papardo con la Cgil: "Difendiamo la sanità pubblica"

Mannino critica la “propensione verso la sanità privata che manifestano sia il governo regionale che quello nazionale. Basti pensare dice alla suddivisione al 50% fatta dal governo regionale delle risorse per superare le liste d’attesa”. E ricorda che “la Cgil ha già presentato una sua piattaforma per rilanciare la sanità pubblica, a partire dalle aree interne, per rafforzarla  per i ceti e  i soggetti più deboli”.  E fa sapere che , in assenza di risposte “in Sicilia si replica l’8 maggio con una manifestazione regionale, anticipata dalla mobiltazione a carattere nazionale organizzata  per il 20 aprile da Cgil e Uil, che vedrà protagonisti anche i sindacati siciliani.

A Messina il presidio si è svolto all'ospedale Papardo. “La sanità nella città di Messina e nei comuni della provincia – dicono il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti, il segretario generale della Fp Messina Francesco Fucile e la segretaria generale dello Spi Pina Teresa Lontri (nella foto) – come denunciamo da tempo mostra gravi criticità con una sanità pubblica che è stata smantellata, ospedali depotenziati, ritardi inammissibili, carenza di personale, liste di attesa interminabili. Ad essere colpiti da un sistema sanitario debole sono soprattutto le persone anziane e più fragili. E questa situazione - aggiungono - si aggraverà ulteriormente con il progetto di Autonomia differenziata del Governo Meloni”. 

Nel video Francesco Lucchesi, segretario Cgil Sicilia

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