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Fermi tutti, pulizia! Denuncia di Legambiente sugli interventi a rischio nelle spiagge di Milazzo

L'allarme dell'ambientalista Pippo Ruggeri sugli interventi per il litorale con ruspe. “Si sta distruggendo il patrimonio naturalistico già fortemente compromesso, lavori che non tengono conto delle direttive ministeriali Habitat”

A  Milazzo spiagge a rischio per mano dell’uomo. E' la denuncia di Legambiente dopo gli interventi di pulizia sul litorale. “Stiamo assistendo ad interventi di pulizia da parte del Comune fortemente impattanti per le spiagge con spostamenti e prelievo di rifiuti e sabbia insieme. Si sta distruggendo il patrimonio ambientale già fortemente a rischio a Milazzo e si sta andando contro le direttive ministeriali Habitat”. A lanciare l’allarme Pippo Ruggeri responsabile di Legambiente del Tirreno- Milazzo e Comprensorio tirrenico.


 
Si tratta di una direttiva di quasi trent’anni che sembrerebbe completamente ignorata da chi di competenza. La direttiva Habitat  è nata nel ’92 per salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche negli stati europei. La tutela delle spiagge rientra inoltre anche  nel Decreto del presidente della Repubblica  dell’8 settembre 1997, n. 357, normativa  nazionale di implementazione della direttiva 92/43/CEE.

Ma che pericolo corrono  le spiagge milazzesi? “Le spiagge sono ambienti naturali in equilibrio dinamico, attraverso le mareggiate, i detriti, i sedimenti e la vegetazione proveniente dai torrenti contribuiscono ad un “ripascimento” naturale del sito -  spiega Ruggeri -  intaccando questo fenomeno attraverso l’uso di mezzi pesanti che insieme alla sabbia e ai rifiuti portano con sé anche le piante pioniere  si favorisce l’erosione costiera con conseguenze disastrose su un ecosistema marino già in pericolo.  La situazione a Milazzo - continua il responsabile di Legambiente - è grave siamo già in allarme rosso, la spiaggia di Tono pare che abbia superato i 5 mt di dislivello”.  

Secondo l'esperto, le piante pioniere favoriscono l’ambiente marino  proteggendolo dall’erosione, distruggendole si sconvolgono gli equilibri.  “Tra le conseguenze di queste azioni anche un indebolimento paesaggistico  naturale  favorendo un’erosione costiera che mette  a repentaglio anche l’abitato, ogni anno il  Comune mette in atto queste operazioni straordinarie  senza tenere conto dei riferimenti nazionali ed europei. Ci auguriamo- conclude Ruggeri – che questi lavori vengano bloccati altrimenti non c’è futuro, speriamo in una presa di coscienza anche se abbiamo ricevuto solidarietà, da una parte confidiamo nella creazione di un comitato  di responsabilità dall’altro chiediamo che si tenga conto delle direttive europee”.

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