Reddito di cittadinanza, altri quattro furbetti a Salina: la finanza intensifica i controlli

Lavoravano in nero nel settore della ristorazione. Da quando è scattato il provvedimento sono oltre trenta le denunce in Sicilia. La ‘black list’ della Guardia di Finanza su chi ha manifestato propensione a intercettare provvidenze pubbliche simulando il suo stato economico

E siamo a trentuno. O “su” di lì. Stiamo parlando dei furbetti del reddito di cittadinanza. Chiaramente solo di quelli individuati e denunciati in Sicilia dalla partenza del provvedimento.

Gli ultimi quattro illeciti sono stai scoperti dall’ispettorato del lavoro a Salina. Si tratta di quattro persone, che nonostante usufruissero del reddito di cittadinanza, lavoravano "in nero" in una struttura turistico-alberghiera eoliana.

Il record a Palermo con undici denunciati. L’ultimo nei giorni scorsi, un trentenne che lavorava in nero per una ditta di pulizie. Da contraltare, a Palermo, ci sono anche quelli che percepiscono il reddito e si sono organizzati per pulire le strade come volontari.

Nei casi finora riscontrati la dinamica è sempre uguale: la moglie disoccupata va al Caf e fa richiesta del reddito di cittadinanza per l’intero nucleo familiare mentre il marito lavora in nero. Oltre alla denuncia, cosa rischiano i “Furbetti del reddito di cittadinanza”? Un processo immediato e da 1 a 6 anni di carcere. 

Già a febbraio erano stati annunciati movimenti anomali tanto che il Comandante interregionale dell’Italia Sud-Occidentale della Guardia di Finanza, il generale Carmine Lopez, aveva disposto un censimento “delle posizioni di tutte le persone che manifestano la propensione ad atteggiarsi a furbetti”. Una sorta di ‘black list’ di “chi ha manifestato propensione a intercettare provvidenze pubbliche simulando il suo stato economico”. “Queste persone saranno tenute d’occhio”, aveva spiegato il comandante Lopez.

“Solo a Palermo ci sono stati nel mese di gennaio oltre 1.000 cambi di residenza, e nella prima settimana di febbraio sono già state fatte 200 richieste di cambi di residenza. E parliamo solo della città di Palermo”. Ecco perché la decisione di disporre “un censimento delle posizioni di tutte queste persone”.

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“Senza parlare delle ‘crisi matrimoniali’ che la possibile introduzione del reddito di cittadinanza ha determinato – ha spiegato ancora il generale Lopez all'Adnkronos – Perché una cosa è avere a disposizione 780 euro ciascuno, un’altra cosa è avere oltre 1.200 euro a nucleo familiare. Se, invece, ci si separa sono 780 euro a testa. Sono pochi soldi se consideriamo il caso singolo, molti se si sommano”. Ecco perché le Fiamme gialle hanno deciso di vederci chiaro. “La guardia di finanza – dice ancora il generale Lopez – censisce queste situazioni con attività di intelligence e poi, facendo ricorso alle banche dati, sviluppa i dati a disposizione”.

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