Coronavirus, rientro di tutto il personale comunale: Csa e Cisal diffidano l'amministrazione

Da 24 ore su disposizione della segreteria generale è scattato il ritorno in ufficio di tutti gli impiegati e la fine del lavoro "agile". Ma i due sindacati non ci stanno

Da 24 ore tutto il personale del Comune deve rientrare per l'immediata sospensione del lavoro "agile". Così ha deciso la segretaria generale Rossana Carrubba con nota: ” Misure per il rientro in sicurezza sui luoghi dilavoro c.d. “Fase 3”. Conversione in legge dell’articolo 263 del decreto legge 19 maggio 2020, n.34. I sindacati Csa e Cisal con i segretari Santino Paladino e Pietro Fotia hanno diffidato l'amministrazione comunale. "Nel merito la circolare n. 3 della Funzione Pubblica, esplicativa dei comportamenti comuni da tenere da parte delle amministrazioni pubbliche, chiarisce in modo inequivocabile che: “… al riguardo, è necessario sottolineare che il percorso in atto di “ripartenza” del sistema-Paese non può prescindere dalla definizione di rigorosi percorsi che, nelle singole realtà, associno il previsto
ritorno alla normalità con l’esigenza di garantire la tutela della sicurezza e della salute dei dipendenti…” - si legge - ed “… E’ perciò necessario che le amministrazioni diano corso ad un processo di analisi e di individuazione di misure di gestione del rischio, attraverso un modello idoneo a garantire le più opportune condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro in cui le attività debbono essere svolte in presenza del personale; che in atto, non solo non vengono rispettate le norme del protocollo quadro “rientro in sicurezza”, che specificatamente al punto 6, prevede un ritorno “progressivo”, non generalizzato, alla normalità, e sempre lo stesso protocollo quadro, prevede il rispetto delle norme attinenti le relazioni sindacali, in materia di lavoro agile, orario di lavoro e sicurezza, (per quest’ultimo argomento sono in corso riunioni convocate dal datore di lavoro per stabilire norme specifiche ed aggiuntive da inserire nel
protocollo di prevenzione dei rischi, ma si è inteso scavalcare il Datore di lavoro, i Dirigenti e le corrette relazioni sindacali, mettendo peraltro in serio pericolo la salute dei dipendenti e degli utenti; che come più volte evidenziato, permangono violazioni delle prescrizioni di cui all’allegato IV del D.lgs 81/08". 

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