Cronaca

A Messina più di 400 impianti pubblicitari abbandonati e a rischio crollo

Cartelloni lasciati a marcire dopo il fallimento dei gestori. Gravi rischi per l'incolumità pubblica. Il giallo sulle responsabilità in caso di incidenti. Palazzo Zanca lavora per una nuova gestione e tenta di recuperare crediti per oltre un milione di euro

Quello caduto ieri su un bus dell'Atm è solo uno dei circa 50 impianti pubblicitari in stato di degrado e abbandono presenti in diverse zone della città.

Una minaccia per l'incolumità pubblica, specialmente durante le giornate ventose che a Messina sono piuttosto frequenti. La sorte finora è stata benevola: nessuno è rimasto è ferito, ma non si può certo continuare a sfidare la sorte. 

Si parla, infatti, di insegne alte anche dieci metri le cui parti in ferro sono ormai arrugginite mentre l'intera struttura oscilla ad ogni raffica di vento. 

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Ai circa 50 impianti 6x3 a rischio crollo si aggiungono 400 insegne pubblicitarie. Anch'esse sono ridotte ai minimi termini, ricoperte da lamiera ormai ammalorata. Appartengono a due società fallite, la Sipa e la Sp. Entrambe fino al 2018 erano attive.

La gestione degli impianti non è mai stata definita una volta per tutte. A pesare c'è anche un contenzioso che risale all'epoca dell'amministrazione Genovese. In quel periodo Palazzo Zanca affidò l'utilizzo delle insegne tramite gara d'appalto, ma le società rimaste escluse si rivolsero al Tar che decise poi di annullare tutto.

La situazione è praticamente ferma a più di dieci anni fa. Sono, infatti, rimaste in vigore le vecchie autorizzazioni e nel frattempo nessuna nuova gara è stata indetta.

Il giallo sulle responsabilità in caso di incidenti

Secondo il Comune in caso di incidenti o infortuni legati al crollo di uno dei tanti cartelloni abbandonati saranno chiamate a rispondere le ditte che ne detegono la proprietà, anche se ormai sono inattive o addirittura fallite.

Ma la situazione sembra più ingarbugliata. A giugno del 2018 una società catanese ha rilevato gli impianti in disuso con la condizione di smontarli e utilizzarli altrove, ma tutto poi si è bloccato. Nonostante ciò, secondo una carta che sarebbe in possesso dell'ufficio comunale Affissioni, la responsabilità sarebbe comunque rimasta a carico della stessa azienda. Un cortocircuito che renderebbe ancora più complicata la procedura per eventuali risarcimenti.

Negli ultimi mesi l'amministrazione comunale ha provveduto alla rimozione di alcune insegne. Ma finora gli interventi sono stati effettuati in maggioranza per il mancato rispetto del codice della strada. Molti impianti, infatti, erano collocati a ridosso di incroci o coprivano i semafori. Da qui l'intervento del nucleo Tributi della polizia municipale.

L'obiettivo della giunta De Luca è però quello di stabilire nuove regole.

"Stiamo lavorando - precisa a Messina Today l'assessore Dafne Musolino - ad un nuovo piano generale degli impianti. Il documento attuato finora non è aggiornato e contiene numerosi cartelloni ormai inutilizzabili e collocati in zone vietate. Successivamente verrà avviata una nuova gara con la divisione dell'intera città in lotti disponibili ad essere affidati. Ma prima occorre capire dove posizionare le insegne rispettando le regole".

Debiti per più di un milione di euro

Più arduo si profila il percorso che Palazzo Zanca dovrà intraprendere per recuperare i crediti che vanta nei confronti dei gestori delle insegne pubblicitarie. Si parla di cifre che superano il milione di euro.

"La maggioranza dei contenziosi - precisa Musolino - si è originata al variare dette tariffe a cui è seguita una pronuncia del Tar sull'applicazione dei sistemi di calcolo da cui è derivata la tassa Cosap. L'amministrazione Accorinti aveva invitato le ditte debitrici a presentare una transazione per abbattere sanzioni e interessi, ma finora nessuno si è fatto avanti. La nostra giunta ha avviato ulteriori verifiche per regolarizzare i pagamenti".

L'idea del consigliere Laimo

Sulla vicenda lo scorso ottobre è intervenuto anche il consigliere del quinto quartiere Franco Laimo. La sua idea prevede una gara d'appalto di "affissione, manutenzione e smaltimento", dando in gestione il servizio di pubblica affissione ad una ditta privata, ma affiancando al tempo stesso dei nuovi attacchini comunali. Il tutto secondo il decreto Legislativo 507 del 15 novembre 1993.

"In tal modo - ha spiegato Laimo - si avrebbe un duplice vantaggio: maggior decoro nelle strade e maggiori guadagni per il comune di Messina e finalmente la possibilità inoltre di avere degli attacchini comunali formati".

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