Scuole chiuse, docenti in piazza contro il governo: "Paghiamo colpe non nostre"

La protesta davanti a Palazzo Zanca degli insegnanti messinesi. Tante le adesioni alla manifestazione “In piazza per la Scuola e la Cultura”. Chiesto il 50% delle lezioni in presenza e un potenziamento dei trasporti per gli studenti

Scuole chiuse e docenti in piazza a protestare. Il surreale scenario provocato dal coronavirus e dalla recente decisione del sindaco De Luca che ha stoppato l'attività didattica negli istituti cittadini almeno fino al prossimo 11 novembre. Questa mattina gli insegnanti si sono ritrovati davanti a Palazzo Zanca, con striscioni e megafono in mano per esprimere la propria contrarietà alle scelte del governo di chiudere le scuole superiori, puntando il dito soprattutto sulla didattica a distanza.

Natoli: "Esiste anche un'emergenza didattica" 

Tante le adesioni all'iniziativa del professore Cesare Natoli, docente di filosofia al liceo "Ainis e fondatore dell'odierna manifestazione dal titolo: In piazza per la Scuola e la Cultura. "Quando si è ciascuno collegato davanti al proprio schermo, viene meno lo 'stacco' tra l’ambiente privato, famigliare, e quello pubblico, scolastico. La possibilità delle ragazze e dei ragazzi di mettere in moto il corpo e la mente e di intrattenere relazioni significative con i loro pari viene severamente limitata, con grave danno per la loro crescita. Nel caso degli alunni diversamente abili o di origine straniera, per i quali la scuola vissuta “dall’interno” è il primo e più importante mezzo di integrazione sociale, il danno è poi ancora maggiore. Per non parlare delle famiglie afflitte da disagio economico, dove non è pensabile, ad esempio, acquistare più dispositivi perché ci sono più figli di età diverse che devono seguire le lezioni a distanza, oppure usufruire di connessioni più veloci e pertanto più costose".

Le richieste: lezioni in presenza per il 50% e potenziamento dei trasporti

I docenti chiedono al governo nuovi correttivi per tentate un parziale ritorno alla normalità. "Proponiamo che la didattica in presenza sia riportata almeno al 50% e che vengano prese misure eccezionali per aumentare l’offerta dei trasporti, specie nelle fasce orarie più interessate dall’utilizzo degli studenti. A tal fine crediamo utile coinvolgere il trasporto privato attraverso apposite convenzioni, dal momento che la crisi del turismo tiene fermo circa il 70% degli operatori e non pochi lavoratori rischiano di finire sul lastrico. Proponiamo anche che i recenti provvedimenti per assicurare a tutti gli alunni almeno un dispositivo per collegarsi alle lezioni a distanza includano anche dei bonus per connessioni wi-fi che coprano il periodo della parziale sospensione della didattica in presenza".

La Tona: "De Luca non avrebbe potuto ignorare l'analisi di Asp"

Insieme ai docenti, questa mattina c'erano anche tanti artisti impegnati nei laboratori con gli studenti. Tra loro i consiglieri comunali Alessandro Russo e Pietro La Tona. Quest'ultimo, dirigente scolastico, ha commentato la recente decisione del sindaco De Luca “Da sindaco non è facile non tenere in considerazione l'analisi fornita dall'Asp che parla di contagi alti tra persone in età fra 20 e 50 anni con figli a scuola. Un dato che non può che far scattare l'allerta. La verità è che si sta, in maniera superficiale, dando un messaggio all' amministrazione che ovviamente non può prendersi responsabilità di andare contro la scienza. Positiva la convocazione di un tavolo tecnico per capire come agire".

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